Qualcosa è cambiato – Recensione

Qualcosa è cambiato – Recensione

Imperdibile affresco dal sapore agrodolce sulla vita di uno scrittore ossessivo e solo

(As Good As It Gets) Regia: James L. Brooks – Cast: Jack Nicholson, Helen Hunt, Greg Kinnear, Cuba Gooding Jr., Harold Ramis – Genere: Commedia, colore, 138 minuti – Produzione: USA, 1997 – Distribuzione: Columbia Tristar – Data di uscita: 30 gennaio 1998.

qualcosa-e-cambiatoNel 1997 il regista James L. Brooks decide di mettere in scena la storia di Melvin Udall, scrittore di romanzi con seri disturbi ossessivo maniacali che gli creano non pochi problemi poiché sembra odiare un po’ tutto: neri, gay, vecchiette, ebrei, animali, ecc… Il ruolo di questo particolare personaggio è affidato allo straordinario Jack Nicholson che lo interpreta con una naturalezza incredibile; infatti nonostante i molteplici difetti e lo spiccato egoismo, lo spettatore in qualche modo non può far altro che innamorarsi del “cattivo” Melvin, sia quando è vittima delle sue stesse manie, sia quando la sua vita, circostanze permettendo, comincia ad assumere toni più chiari ma pur sempre conditi da un alone di stranezza.

In questo film però, ci si innamora un po’ di tutti i personaggi perché sembrano davvero calzare a pennello a coloro che li interpretano. James L. Brooks mette insieme tante diverse realtà che però sono il vero specchio della società moderna, specie dei problemi che essa ha, perciò la sensazione è quella di osservare dall’esterno la vita di persone prese a caso e costrette ad affrontare le complicazioni e le difficoltà che offre la bellissima e pittoresca New York, che fa da sfondo a questa moltitudine di vicende.

Ecco che così ci si addentra nella vita di Carol Connelly, ragazza madre con un adorabile figlio che soffre di una bruttissima forma di asma cronica, costretta a lavorare come cameriera nel ristorante in cui Melvin fa colazione ogni mattina (odiato da tutto il personale). In realtà Carol, interpretata dalla bravissima Helen Hunt, è l’unica in grado di sopportare le sue battute e in qualche modo lo trova affascinante e sorprendente nel momento in cui lui decide di prendersi cura del suo bambino.

Ma non finisce qui perché di fronte all’appartamento di Melvin abita Simon Bishop, talentuoso e richiestissimo pittore dello scenario artistico newyorchese, che però è dichiaratamente gay e vittima della cattiveria e della perfidia della gente, che purtroppo fa molta discriminazione vivendo l’omosessualità come un pericolo. Amante di questo sensibilissimo pittore interpretato divinamente da Greg Kinnear è Frank Sachs (Cuba Gooding Jr.), agente imprenditoriale troppo occupato a organizzare le mostre del suo amato per rendersi conto di cosa gli succede intorno. Ultimo ma non meno importante ha un ruolo decisivo Verdell, un Griffoncino di Bruxelles, il cui padrone (Simon) ama come un figlio. Anche questo cane porterà scompiglio e nuovissime emozioni nella vita di Melvin.

Apparentemente appartenenti a mondi distanti e sempre paralleli, le vite di Melvin, Carol, Simon, Frank e chi è al loro seguito, si intrecceranno inevitabilmente creando in qualche occasione anche forti scontri, che derivano appunto dalla convivenza di persone con ideali e convinzioni decisamente diversi. È come mandar giù un frizzante cocktail di felicità, tristezza, compassione, egoismo, simpatia, sensibilità, insicurezza e ossessioni di ogni tipo (anche perché in fin dei conti ognuno ha le proprie).

L’andamento del film è perfetto, ogni scena ha la giusta durata, lasciando alla fine sempre un pizzico di curiosità e un sorriso. Il tutto è accompagnato dalle musiche scelte da Melvin, che ha un cd per ogni occasione: cosa tanto paranoica quanto ridicola. I dialoghi sono scritti degnamente, sono brevi e non troppo monotoni e fanno si che ogni personaggio si riveli un po’ alla volta, anche quando tutto può sembrare scontato. Anche se lievemente prevedibili i colpi di scena, lo spettatore continua sempre a sperare nel cambiamento di Melvin, aiutato dall’amico e convivente Simon, che pur essendo connesso a situazioni davvero strane, grazie alla presenza di Carol sente di poter diventare un uomo migliore. Meritatissimi perciò i due premi Oscar per Jack Nicholson ed Helen Hunt, i 3 Golden Globe, i 2 National Borad of Review Award e i 3 Satellite Award. Da vedere e rivedere.

Giusy Del Salvatore

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