Professione assassino – Recensione

Professione assassino – Recensione

Pellicola cult del 1972 rivisitata in versione action pura con Jason Statham

(The Mechanic) Regia: Simon West – Cast: Jason Statham, Ben Foster, Donald Sutherland, Tony Goldwyn, Mini Anden – Genere: Azione, colore, 93 minuti – Produzione: USA, 2010 – Distribuzione: 01 Distribution – Data d’uscita: 24 agosto 2011.

professioneassassinothemechanicArthur Bishop è un killer senza scrupoli che, con metodo assolutamente scientifico, porta a termine tutti i suoi incarichi. Lavora per un’organizzazione non ben definita che potrebbe agire come contractor per il governo Usa. Ma anche per uno come lui le cose possono cambiare.

Il regista Simon West porta nelle sale “Professione assassino” remake dell’omonimo film del 1972 con Charles Bronson diretto da Michael Winner. Non a caso la sceneggiatura porta la firma di Lewis John Carlino, già autore del soggetto della prima versione, accanto a quella di Richard Wenk.

La storia è molto fedele a quella originale ma la chiave di lettura scelta dopo tanti anni è totalmente diversa. Si è privilegiato il genere d’azione puro, con sequenze spettacolari, facendo passare in secondo piano l’analisi psicologica dei personaggi. Bishop, infatti, non è un criminale comune, ma una sorta di scienziato del crimine. I suoi lavori sono puliti e non lasciano alcuna traccia. Nel tempo libero vive in una casa bellissima e ascolta musica classica. Nel tempo libero si dedica alle riparazioni di una Jaguar E-Type d’epoca e di tanto in tanto s’incontra con una donna. Il suo unico amico è il committente Steve McKenna. Quando Steve verrà ucciso nella vita di Arthur entra il suo figlio scapestrato, che ne diviene allievo e avversario.

La parabola decadente del “killer dei killer” nella nuova versione è sia inevitabile quanto priva di sfaccettature. Di quella sorta di libero arbitrio di cui parla Bishop al suo aspirante allievo, in una scena culto della versione del 1972, non c’è alcuna traccia. Resta solo la vendetta, fine ultimo del giovane McKenna per gli assassini del padre.

Il giovane McKenna/Ben Foster non è più il freddo sadico dell’originale, ma uno sballato che fa solo casini. Resta di prim’ordine, tuttavia, il personaggio del padre/mentore, lo straordinario Donald Sutherland, una vera e propria icona hollywoodiana, che conferma ancora una volta il suo indiscusso talento.

La violenza che permeava “The Mechanic” del 1972 resta tutta, anzi è amplificata al massimo, al limite dello splatter. Il film, comunque, va avanti scoppiettante come il precedente “Con-Air” di West, con scene d’azione da cardiopalma, che vedono all’opera stuntman incredibili e trovate alla 007.

Dietro gli attori, case e paesaggi da “Word of Interiors”. In sintesi, si può dire che come molti remake piacerà a chi non conosce la versione originale. Detto questo, comunque, “Professione assassino” è senz’altro un film d’intrattenimento di alto livello per tutti quelli che amano il genere d’azione.

Ivana Faranda

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