Predators – Recensione

Predators – Recensione

Rivistazione del “Predator” del 1987, con un Adrien Brody fuori posto nei panni dello stesso personaggio dell’allora Arnold Schwarzenegger

Regia: Nimrod Antal – Cast: Danny Trejo, Walton Goggins, Adrien Brody, Alice Braga, Mahershalalhashbaz Ali, Oleg Taktarov, Louiz Ozawa Changchien, Topher Grace, Derek Mears, Laurence Fishburne – Genere: Azione, colore, 106 minuti – Produzione: USA, 2010 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 14 luglio 2010.

predatorsPerché un attore talentuoso, premio Oscar per un film d’autore come “Il Pianista” di Roman Polanski, dovrebbe decidere consciamente di vestire i panni che furono di Arnold Schwarzenegger nel film del 1987 diretto da John McTiernan? Questioni di cachet o misteri che celano e fanno “sparire” copioni più allettanti? Sono questi gli interrogativi che ci si dovrebbe porre quando si vedono sfumare le aspettative nei confronti di un attore come Adrien Brody.

I suoi occhi perennemente malinconici, stonano considerevolmente se associati ad un film come “Predators”. Nella pellicola diretta da Nimrod Antal e prodotta da Robert Rodriguez (al quale si deve persino la sceneggiatura originale, datata 1994), l’attore interpreta Royce, un ex-militare ora mercenario, che si ritrova ad essere suo malgrado il leader di un gruppo di guerrieri su un pianeta sconosciuto, dove diventeranno prede di un crudele gioco. Tranne un medico caduto in disgrazia, gli altri sono tutti assassini incalliti: criminali, membri della Yakuza, detenuti.

Uno alla volta cadranno nelle trappole degli spietati alieni che abitano il luogo. I membri di questo squadrone, inviati a combatterli, appaiono “disumani”, tanto quanto le mostruose creature extraterrestri; entrambi sono nello stesso tempo prede e predatori.

Il film, cronologicamente parlando, si trova a cavallo tra il primo e secondo episodio del film originale, infatti, non può essere definito né un remake, né tantomeno un prequel. Gli amanti del genere horror-fantascientifico non possono che rimanere incollati alla sedia nel vedere questa versione “restaurata” del leggendario alieno di razza Yautja, che torna a farci visita, con un’abbondante maturazione tecnologica.

Le citazioni al film che interpretò l’attuale Governatore della California, sono continue e stuzzicanti per i fan, ma rimane il fatto che aver cercato di dare una qualsivoglia forma di struttura e contenuti a un film che nell’originale aveva presupposti opposti, ci fa ricordare quanto fossero ridicole ma nello stesso tempo dei cult, quel tipo di pellicole in cui l’azione e lo spatter erano fini a se stesse. Non si avanzavano chissà quali pretese autoriali, ed era questa forse la chiave del loro successo.

Serena Guidoni

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