Potiche – La bella statuina – Recensione

Ritorno alla regia per François Ozon con una commedia intelligente che si avvale della bravura di Gérard Depardieu e Catherine Deneuve

Regia: François Ozon – Cast: Gérard Depardieu, Catherine Deneuve, Fabrice Luchini, Jérémie Renier, Judith Godrèche, Ludivine Sagnier, Evelyne Dandry, Karin Viard, Sinead Shannon Roche – Genere: Commedia, colore, 103 minuti – Produzione: Francia, 2010 – Distribuzione: Bim – Data di uscita: 5 novembre 2010.

poticheÈ tornato François Ozon! È tornato a presentare un suo film alla Mostra del cinema di Venezia, ma soprattutto è tornato al mondo della commedia. Il ritorno in Laguna, per Ozon è in grande stile, con una pellicola che sicuramente convincerà i fan accaniti ancora di più delle potenzialità del regista e, perché no!, poterà altri ammiratori chez Ozon.

Sperimentatore inguaribile, anche in questa sua ultima fatica, l’enfant prodige di Francia, ormai raggiunta popolarità, successo e credibilità, non si smentisce. I generi sono abilmente mischiati, e le carte sono confuse con grande abilità, grazie ad un uso ben sapiente di una sceneggiatura ben calibrata, intelligente ed assolutamente charmant, come ci si aspetta dal miglior cinema transalpino.

Certo Ozon si affida a due mostri sacri della recitazione mondiale: Catherine Deneuve e (un sempre più in sovrappeso) Gérard Depardieu, trasportandoli nel 1977, epoca delle rivolte in fabbrica. Un’aristocratica e un sindacalista a confronto, una splendida accoppiata, per una divertente commedia. Difficile restare indifferenti ai dialoghi brillanti, alle battute sagaci che trasformano l’intreccio semplice, ma efficace, in un prodotto per buongustai.

Gli attori sono perfettamente a loro agio nelle parti affidate loro da Ozon. Personaggi ottimamente scritti e ben interpretati, soprattutto quelli di Fabrice Luchini, nella parte del burbero capo fabbrica hitlerino sempre arrapato, e il talentuoso Jérémie Renier, figlio aristocratico che preferisce la lotta socialista e l’arte. Chissà che questa sia la volta buona per François Ozon, dopo le altre due edizioni (1999 con “Gli amanti criminali” e 2005 con “5X2”) ricche di complimenti ma povere di premi!

Davide Monastra

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