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Piccole crepe, grossi guai – Recensione

Una commedia sottile e amara sullo sfondo di un condominio particolare

(Dans la Cour) Regia: Pierre Salvadori – Cast: Catherine Deneuve, Gustave Kervern, Féodor Atkine, Pio Marmaï, Michèle Moretti, Nicolas Bouchaud, Oleg Kupchik, Garance Clavel, Carole Franck – Genere: Commedia, colore, 97 minuti – Produzione: Francia, 2014 – Distribuzione: Good Films – Data di uscita: 16 ottobre 2014.

piccole-crepe-grossi-guaiAntoine è un musicista. Ha passato i quaranta quando decide bruscamente di porre fine alla sua carriera. Dopo aver vagabondato per qualche giorno, trova lavoro come portiere. Mathilde abita nel vecchio palazzo a est di Parigi, dove ha trovato lavoro Antoine. È una donna giovane già in pensione, generosa e impegnata, che divide il suo tempo tra le sue attività associative e la vita del condominio.

Una sera, Mathilde scopre un’inquietante crepa nel muro del suo salotto. Poco a poco la sua angoscia aumenta, finché non si trasforma in vero e proprio panico: e se il palazzo crollasse? E così Antoine si fa prendere dalla simpatia per questa donna che teme possa scivolare nella follia. Tra scivoloni e inquietudini i due formeranno una coppia maldestra, divertente e solidale e, chissà, si aiuteranno a passare questo brutto momento.

Il microcosmo nel quale “Piccole crepe, grossi guai” è ambientato e del quale Antoine, in un crescente stato di depressione e alla disperata ricerca di pace, si ritrova ad abitare riesce ad accogliere in sé, come spesso accade anche nella realtà, vari esempi di ossessioni. Dal fanatico delle regole condominiali a quello di un particolare credo religioso, passando per chi prova a dimenticare la propria solitudine attraverso la droga, il condominio non smette di regalare divertenti sorprese, mentre il mite Antoine cerca di fuggire dalla sua depressione.

In questo suo goffo, riluttante e spesso comico cammino non manca di dimostrare una qualità piuttosto rara, la gentilezza disinteressata, che riversa soprattutto nei confronti della tenera Mathilde, interpretata da Catherine Denevue, indifesa nel suo percorso discendente verso la follia.

Il regista Pierre Salvadori torna sugli schermi dopo “Ti va di pagare?” e “Beautiful Lies” con una commedia dalla tonalità più bassa che si distacca dalla precedenti per la sua iniezione di una sottile e crescente amarezza, che conduce verso un sentiero a metà tra la leggerezza e il dramma. Da notare l’ottima interpretazione di Gustave Kervern, che restituisce la poetica e struggente condizione di chi si scopre a vivere per inerzia.

Miriam Reale

Piccole crepe, grossi guai – Recensione

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