Paterson

Paterson  - Recensione: la  vita quotidiana in un microcosmo di emozioni

Paterson è nato a Paterson, omonima città del New Jersey, in cui vive e lavora in un quotidiano riverbero di se stesso.
Ogni giorno trasporta i suoi concittadini con l’autobus e mentre effettua il solito percorso, ascolta i loro discorsi, osserva la città dal parabrezza e immagina parole per le sue poesie: nel suo taccuino segreto vibrano i versi delle sue liriche.

A casa lo aspetta Laura che, con la sua vitalità, immancabilmente spezza la routine della vita di coppia.
Paterson e Laura si amano: si sostengono nelle sconfitte e condividono le gioie che la vita gli riserva... la loro esistenza è compresa tra il piccolo mondo della quotidianità e l’universo infinito dei sentimenti.

Paterson: il confortevole abbraccio della poesia

Esiste un modo di fare cinema attraverso il quale è possibile trasmettere il confortevole abbraccio della poesia.
Jim Jarmusch conosce questo metodo e ne è talmente un interprete raffinato che non sente la necessità di invocare tempeste o impeti dell’animo per smuovere il nostro spirito ma ci affascina con la descrizione dei piccoli gesti.

Sembra che Jarmusch si sia preso la briga di rispondere ad una faticosa domanda: Cosa c’è di poetico nella ripetizione quotidiana degli eventi? La semplicità con cui ci mostra la sua verità esula dall’esaltazione del dramma, del conflitto e si manifesta mediante l’interazione e lo scambio vicendevole. Opinioni, sentimenti, emozioni, passioni, piccoli segreti colorano il racconto quotidiano con modulazioni diversificate a seconda della relazione stabilita tra gli l’interlocutori. Tutto viene pesato da una bilancia tarata sull’atto minuscolo, così che, un incontro fortuito con uno sconosciuto o l’utilizzo di un oggetto apparentemente senza alcun valore, possa diventare una preziosa fonte d’ispirazione.

Il microcosmo “Paterson” è popolato da individui comuni che non prevalgano l’uno sull’altro, ma sono legati tra loro da una armonia di fondo scandita dai versi sottaciuti del protagonista.

Ci si può solo adagiare dolcemente sul vellutato tessuto narrativo imbastito dal poliedrico regista statunitense e, assaporando i piacevoli effluvi di una rara sensibilità espositiva,  percepire quell’appagante sensazione che solo la poesia riesce a fornire.

Riccardo Muzi

  • Regia: Jim Jarmusch
  • Cast: Adam Driver, Golshifteh Farahani, Kara Hayward, Sterling Jerins, Jared Gilman, Luis Da Silva Jr, Frank Harts, Rizwan Manji, Jorge Vega, William Jackson Harper, Masatoshi Nagase
  • Genere: Drammatico, Colore
  • Durata: 113 minuti
  • Produzione: USA, 2016
  • Data di uscita: 22 Dicembre 2016

PatersonPaterson vive con la moglie Laura e il cane Marvin a Paterson, nel Ner Jersey.

Vive un’esistenza abbastanza monotona: ogni giorno guida l’autobus per le vie della città e ogni sera porta fuori il cane per poi bere una birra.

Mentre la moglie è una sognatrice (arreda continuamente la casa e pianifica progetti ambiziosi fuori dalla sua portata) il marito è un personaggio umile che, tuttavia, riesce a dare vita alla propria routine attraverso un taccuino, dove annota delle piccole poesie che cambiano il modo di vedere ogni cosa che lo circonda.

Con i suoi scritti Paterson riesce a riproporre la propria monotonia sempre con sfumature e occhi diversi, creando un’osmosi tra ego poetico e quotidianità, integrando la vita di un poeta dentro quella di tutti i giorni ma allo stesso tempo elevandosi spiritualmente per il modo con il quale propone la realtà.

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