Parlami d’amore – Recensione

Parlami d’amore – Recensione

Un viaggio attraverso la seduzione che vede un Silvio Muccino regista e attore molto più maturo e consapevole dei propri pregi

Regia: Silvio Muccino – Cast: Silvio Muccino, Aitana Sánchez-Gijón, Carolina Crescentini, Andrea Renzi, Flavio Parenti, Max Mazzotta, Geraldine Chaplin, Giorgio Colangeli – Genere: Commedia, colore, 115 minuti – Produzione: Italia, 2008 – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 14 Febbraio 2008.

parlamidamoreNon c’è che dire, la famiglia Muccino non è simpatica a tutti, ma senza ombra di dubbio è talentuosa e ricca di sorprese. In questo caso stiamo parlando del giovane Silvio Muccino, conosciuto come attore, criticato per la sua dizione, guardato con sospetto perché fratello del celebre Gabriele.

Muccino junior ha sempre e comunque saputo muoversi bene nel mondo del cinema, riuscendo a delineare in modo netto la sua personalità che viene fuori in modo prepotente in questo suo primo film da regista, “Parlami d’amore”, di cui è anche il protagonista maschile, tratto da un suo libro scritto insieme a Carla Evangelista.

La trama parla di un giovane, Sasha, alla ricerca di una vita vera e di un amore sognato fin da bambino verso una ragazza, Benedetta, interpretata da Carolina Crescentini, aiutato da una donna di 40 anni, ingabbiata in una vita non sua, lontana da tutto ciò che in realtà ama.

Attraverso questi tre personaggi si snoda la ricerca della vita con la seduzione, l’amicizia, la morte e l’abbandono. Temi forti e ripetuti più volte durante il film in varie occasioni per esplodere in un finale che si coltiva per tutta la durata della pellicola senza però soffermarsi su ovvie differenze culturali e anagrafiche. Interessante come l’amore faccia da collante per tutti i personaggi che in qualche modo ne sono intrappolati e impauriti allo stesso tempo.

Brava Carolina Crescentini, che drammaticamente, con i suoi vizi e le sue trasgressioni fa sembrare meno bella una ragazza in realtà meravigliosa, mentre al contrario minuto dopo minuto Aitana Sanchez-gijon, interprete di Nicole, francese quarantenne sposata senza entusiasmo, aumenta il suo fascino e oltre al protagonista fa innamorare tutto il pubblico.

Migliorata senza dubbio la dizione di Silvio Muccino, che interpreta alla perfezione un ragazzo disorientato e spaventato alla ricerca della felicità, tanto per restare in famiglia, ma che alla fine dimostra quanto in effetti sappia perfettamente sia sedurre che vivere con dolcezza ed emozione, distinguendo il bene dal male. Argomenti toccanti che fanno riflettere, tanto più se ci si siede un po’ prevenuti.

Interessante la regia e la scelta di frasi e inquadrature che potrebbero avere la presunzione di diventare celebri come per esempio “Non mi vedi, perché non stai guardando dalla parte giusta” quando lui parla con Nicole al telefono oppure “Non esiste una donna che non possa essere conquistata” detta da Nicole a Sasha come per lanciargli un appiglio d’amore. Il film ricorda sia per l’ambientazione che per i personaggi con parole dette e non dette, il cinema francese; belle le scene alternate ai ricordi, così come il dolore dell’amore espresso a parole che esce fuori solo dopo un lungo travaglio.

Il lieto fine c’è, ma non si esce comunque tranquilli dal cinema perché le emozioni sono molto sollecitate per tutta la durata della pellicola. Si tratta di un film che o si ama o si odia, ma il consiglio è di non avere preconcetti su nomi celebri e lasciarsi andare sulla poltrona del cinema cercando di cogliere quello che il regista/scrittore/sceneggiatore/attore vuole con tutto sé stesso comunicare.

Roberta Clemente

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