Paranormal Activity – Recensione

Paranormal Activity – Recensione

Horror amatoriale dal grande successo di pubblico e di botteghino, grazie alla promozione virale sul web

Regia: Oren Peli – Cast: Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Ashley Palmer, Michael Bayouth – Genere: Horror, colore, 99 minuti – Produzione: USA, 2007 – Distribuzione: Filmauro – Data di uscita: 5 febbraio 2009.

paranormal-activityNella mitologia grego-romana qualche volta la Fortuna è raffigurata come una donna con un’unica ciocca di capelli che il “fortunato”, quando le passa vicino, deve riuscire ad afferrare. E questo è quello che ha fatto Oren Peli, regista, sceneggiatore, montatore e produttore del film horror “Paranormal Activity”. Solo che la Fortuna di Peli ha un nome, un cognome ed un curriculum vitae cinematografico di tutto rispetto: Steven Spielberg, innamoratosi di questa pellicola low budget.

Il film infatti, costato appena 15.000 dollari, è già diventato un cult negli States, grazie ad un semplice quanto efficace passaparola su Facebook. La strategia del marketing virale, messa in atto dalla Paramount, ha poi fatto tutto il resto: basti considerare che al box office americano ha già superato settemila volte il costo iniziale, diventando il film più remunerativo nella storia del cinema. La vicenda di Katie, ossessionata da una misteriosa presenza, e del fidanzato Micah sembrerebbe ispirata ad una vicenda realmente accaduta al regista.

Tutto in questa pellicola è amatoriale: dalle riprese (fatte da Micah e Katie stessi), agli attori (entrambi i protagonisti sono alla loro opera prima). Una specie di Grande Fratello casalingo per capire che cosa sta succedendo in quella casa piena di strani fenomeni. Di certo piacerà agli appassionati del genere horror anche se in molti punti la storia risulta ridondante e a tratti noiosa. Si passa con troppa disinvoltura dal voler imitare “The Blair Witch Project” alle citazioni più eleganti de “L’Esorcista”, passando anche per l’immagine di Samara di “The Ring”.

La sceneggiatura non è all’altezza della brillante idea che muove il film: è davvero poco credibile il comportamento che hanno i due personaggi durante lo svolgimento dell’azione. Il film vuole giocare più sulla tensione che sullo splatter, riuscendoci solo nella prima parte. Leggermente banale e terribilmente scontato tutto il resto. Aspettatevi un sequel (ahinoi) con un budget che sarà settemila volte più alto.

Davide Monastra

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