Pan – Viaggio sull’Isola che non c’è – Recensione

“Pan – Viaggio sull’Isola che non c’è”: la storia di Peter Pan prima di diventare eroe

pan

Uno dei personaggi la cui popolarità è passata indenne nei decenni, dal lungometraggio Disney degli anni 50 fino a sfortunate riduzioni cinematografiche e seguitissime riproposizioni in cartoon 3d passando per una gadgettistica pressoche infinita, rivive come non è mai stato conosciuto in “Pan – Viaggio sull’isola che non c’è”.

Peter Pan e i suoi compagni – Trilly, Capitan Uncino, Spugna – sono figure che ogni bambino conosce a memoria ma con poca possibilità che questa passione possa andare oltre i 10 anni di età. La Warner Bros prova ad espandere le potenzialità di questa favola trasformandola in un prequel con le fattezze di un action movie dai ritmi serratissimi che strizza l’occhio a un pubblico piu adulto frullando amicizia, love story, avventure sospese tra Harry Potter e Indiana Jones, combattimenti furiosi nell’aria e nell’acqua e perfino accenni sado-horror.

Pan – Ritorno all’isola che non c’è: una storia al servizio degli effetti speciali

A un certo punto ci si rende dunque conto che lo spunto iniziale di voler raccontare la storia del piccolo Peter, rapito dal luciferino Pirata Barbanera insieme ad altri orfanelli londinesi per essere deportati come schiavi nell’Isola che non c’è fino a scoprire di essere il prescelto per diventare Pan l’eroe, altro non è che un espediente per scatenare una sarabanda di effetti speciali che ricreano mondi e scenari già visti in “Pirati dei Caraibi” e “Avatar”.

Come si puo immaginare, in un cartone trasformato in un fantasy cosi estremo si passa necessariamente sopra incongruenze e linearità della trama anche se almeno potevano risparmiarci Barbanera che intona teatralmente “Smells like teen spirits e blitzkrieg bop”.

Ad ogni buon conto il regista Joe Wright pensa al futuro e dissemina indizi (qui Peter Pan e Uncino sono amici e si salvano reciprocamente la vita, mentre Trilly è ancora una fatina tra tante) per sfornare altri sequel, con buona pace di Wendy, Gianni e Michele che dovranno aspettare ancora un bel pò la visita notturna del folletto vestito di verde.

Vassili Casula

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *