Nessuna verità – Recensione

Una pellicola di spionaggio internazionale con Leonardo DiCaprio infiltrato alla ricerca di pericolosi terroristi islamici

(Body of Lies) Regia: Ridley Scott – Cast: Leonardo DiCaprio, Russell Crowe, Mark Strong, Golshifteh Farahani, Oscar Isaac, Alon Aboutboul – Genere: Drammatico, colore, 128 minuti – Produzione: USA, 2008 – Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia – Data di uscita: 21 novembre 2008.

nessuna-veritaRidley Scott è un regista dalla carriera irregolare, capace cioè di sfornare poche ma leggendarie pellicole tra gli anni ’70 e ’80, per poi attraversare un periodo di stanchezza creativa negli anni 90′ e trasformarsi in un prolifico realizzatore di blockbuster nel corso dell’ultimo decennio.

 Viene da pensare che il segreto di questa sua nuova giovinezza creativa sia nell’aver trovato in Russell Crowe la giusta musa ispiratrice, capace di impersonare i personaggi più disparati: dal gladiatore al detective, dal vignaiolo a quest’ultimo veterano CIA. “Nessuna verità” infatti è un film sui servizi segreti internazionali coinvolti nella ricerca di un pericoloso terrorista islamico che sta seminando morte e terrore in tutta Europa.

Sulle tracce di Al Saleem (Alon Aboutboul) l’Intelligence americana mette l’intraprendente Roger Ferris (Leonardo DiCaprio), in grado di mimetizzarsi alla perfezione nelle zone più calde del Medio Oriente, coordinato dalla base dal dirigente Ed Hoffman (Russel Crowe) e aiutato in loco dal suo equivalente giordano Hani (Mark Strong ovvero l’anglo-italiano Marco Giuseppe Salussolia). Stretto tra due fuochi, in teoria alleati in realtà antagonisti, Ferris deve destreggiarsi tra attentati, cambi di strategie, infiltrati, rapimenti e soprattutto tante, tante bugie.

L’impossibilità di credere ciecamente al prossimo, amico o nemico che sia, e al tempo stesso di essere considerato persona di fiducia è infatti il cuore della storia, oltre che il principale tormento del giovane agente segreto, soprattutto quando a rischiare la vita è Aisha, la bella infermiera che Ferris conosce nel corso dell’ennesima medicazione. Il film scorre bene per oltre due ore decretando un sostanziale pareggio per l’attesa sfida attoriale DiCaprio-Crowe: il primo, costantemente tumefatto, si trova a suo agio tanto nelle scene d’azione quanto negli intermezzi romantici, mentre l’attore australiano, anche nelle scene di vita familiare, riesce a trasmettere il giusto disincantato cinismo del veterano associato ad una trasbordante corpulenza.

La regia è ben salda e coniuga al meglio le dispendiose sequenze belliche con le lunghe parti dialogate, lasciando ampio spazio alle scene in cui è la tecnologia assurge a protagonista assoluta: da computer di ogni tipo, a SUV di ultima generazione, da micro cellulari a l’onnipresente occhio del satellite che tanto rimanda a “Nemico Pubblico”, spy-movie del 1998 girato proprio dal fratello Tony.

Dal punto di vista ideologico infine Ridley Scott si mostra più coraggioso e meno partigiano della sua ultima e pur splendida incursione nel genere, “Black Hawk Down”, esprimendo attraverso la bocca di DiCaprio un equidistante sdegno tanto per la follia integralista di Al Quaeda quanto per l’interventismo americano dettato da logiche puramente economiche e incapace di distinguere obiettivi militari da quelli civili.

Vassili Casula

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