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Nat e il segreto di Eleonora – Recensione

Un inno alla fantasia e all’immaginazione infantile in questo piccolo gioiello d’illustrazione e animazione francese

(Le secret d’Éléonore) Regia: Dominique Monféry – Cast: Jeanne Moreau – Genere: Animazione, colore, 76 minuti – Produzione: Francia, Italia, 2009 – Distribuzione: Ripley’s Film – Data di uscita: 2 aprile 2010.

nat-e-il-segreto-di-eleonora-locandinaLa fantasia è una specie in via d’estinzione. La gravità di una condizione incline all’oblio delle storie, è che tendenzialmente sono proprio i bambini ad aver smesso di alimentare quei racconti che Hans Christian Andersen, Charles Perrault e i fratelli Grimm, ci hanno lasciato in eredità. Non è questo il luogo per disquisire di tale allarmante verità…

Ma ecco perché quando dalla Francia, con il considerevole contributo dell’animazione italiana targata Lanterna Magica (“La Gabbianella e il Gatto” 1998), ci viene concesso un microcosmo in cui rivivono quei personaggi tanto familiari, le nostre speranze rincominciano ad essere alimentate. Presentato in concorso al Festival del Cinema di Roma 2009 nella sezione Alice nella città, “Nat e il segreto di Eleonora”, è un gioiellino dell’illustrazione, e volutamente usiamo questo termine al posto di animazione.

Sì, perché proprio in questa scelta stilistica un po’ retrò, ma deliziosa, che si allontana dalle più innovative tecniche Pixar e Dreamworks, sta la differenza sostanziale di un film d’animazione sofisticato ed intelligente, che coniuga la volontà di raccontare quella perdita del valore che la fantasia ha sempre avuto nell’immaginario collettivo, con una visione più spensierata di tale “abominio”.

Nat, un ragazzino con enormi difficoltà di lettura (si legga tra le righe lo spauracchio della dislessia), riceve dalla defunta zia Eleonora un’importante quanto impegnativo incarico: “proteggere” i libri che sono contenuti nella sua biblioteca, salvaguardandone i personaggi che popolano i manoscritti. Se, per disgrazia, dovessero lasciare quella biblioteca, le loro storie, ed essi stessi, verrebbero dimenticati per sempre. Ed è proprio quando i suoi genitori decidono di vendere i libri, che Nat farà tutto il possibile per salvare i suoi amici e le loro storie. Alice, Gulliver, Cappuccetto Rosso, la Bella Addormentata, l’Orco cattivo, saranno proprio loro ad aiutarlo a portare a termine questa delicata missione.

Rebecca Daumetrer, illustratrice raffinata di libri per bambini, e il regista Dominique Monféry, (nomination per il Miglior Cortometraggio di Animazione agli Oscar nel 2004 con “Destino”), hanno saputo affrontare un tema molto caro alla letteratura, come quello dell’allontanamento dalla fantasia e del bagaglio umano che porta con sé, miscelando sapientemente il terrore per una simile catastrofe, e l’ironia moderna, fuori dalle immacolate visioni utopistiche disneyane. Un film per continuare a credere che l’immaginazione sia il porto sicuro nel quale rifugiarsi…

Serena Guidoni

Nat e il segreto di Eleonora – Recensione

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