Festival di Venezia 2022: sezione Orizzonti

Festival di Venezia 2022: sezione Orizzonti

Il Festival di  Venezia 2022 propone tanti film in concorso della sezione Orizzonti.

Sezione Orizzonti: una finestra sul mondo

mostra di venezia foto

Ricchissimo, al pari di quella ufficiale, il cartellone dei film in concorso nella sezione  “Orizzonti”, una finestra sul mondo. Sono ben diciotto i titoli in programma, provenienti da tutto il mondo, per questa sezione della Mostra di Venezia 2022.

S’inizia con “Princess”, di Roberto De Paolis, una favola diretta dal regista di “Cuori Puri” con protagonista una giovane nigeriana coinvolta nel mercato della prostituzione. Resta sul tema dell’immigrazione “Obet”(Victim) di Michal Blaško, incentrato sul rapporto tra una madre e suo figlio, entrambi di origine ucraina.

E’ invece una storia collettiva “En Los Margenes” (On the Fringe), di Juan Diego Botto con Penelope Cruz. Molto duri ma importanti i temi trattati da “Innocence” Di Guy Davidi e “Pour la France” (For My Country) di Rachid Hami. Il primo è l’unico documentario presente e tratta del fenomeno dei suicidi nell’esercito israeliano. Il secondo, attraverso una storia di finzione, parla di violenza nello stesso ambito, portando però sullo schermo una storia vera tratta dalle esperienze familiari dell’autore.

Festival di Venezia 2022: ritorni e new entry

É ucraino “Luxembourg, Luxembourg”, di Antonio Lukich, degli stessi produttori di “Atlantis” e “Reflection”, presentati al Lido nelle passate edizioni. Viene da lontano e precisamente dall’Indonesia “Autobiography” di Makbul Mubarak, incentrato su ciò che resta della dittatura di Suharto, già raccontato dal doc “The Look of Silence” di Joshua Lincoln Oppenheime, presentato a Venezia nel 2014.

Isabelle Huppert è la protagonista di “The Syndacaliste” (“The Sitting Duck”), di Jean-Paul Salomé, storia vera di una sindacalista francese. E chiudiamo in bellezza, citando tra gli altri, il nuovo lavoro di Teona Najsrekniot “Čovek Na Svetot”(“The Happiest Man in the World”), di Teona Strugar Mitevska, già acclamata regista di “Dio è donna e si chiama Petrunya”.

Ivana Faranda

26/07/2022

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