Midnight in Paris – Recensione

“Midnight in Paris” la pellicola parigina di Woody Allen

Regia: Woody Allen – Cast: Owen Wilson, Kathy Bates, Adrien Brody, Carla Bruni, Marion Cotillard, Rachel McAdams, Michael Sheen, , Nina Arianda, Kurt Fuller, Tom Hiddleston, Corey Stoll, Mimi Kennedy, Alison Pill, Gad Elmaleh, Manu Payet – Genere: Commedia, colore, 94 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita: 2 dicembre 2011.

midnightinparisWoody Allen riesce a confezionare un film all’anno, perché, come lui dice, dopo aver lavorato per tanto tempo in tv, dove doveva ‘scrivere a comando’, trova facile proiettare sullo schermo la sua dirompente fantasia.

“Midnight in Paris” è un film sulla difficoltà di accettare il proprio presente, sulla costante idea che molti hanno che, se fossero vissuti in un’altra epoca la loro vita sarebbe stata sicuramente più felice.

Allen vuole ammonire lo spettatore, per fargli prendere coscienza del fatto che la felicità ce la costruiamo noi, con le nostre scelte, che spesso implicano il coraggio di rischiare, lasciando il calore delle certezze per l’incerto, che ha il pregio di non farci smettere di sognare, e di trovare la forza per realizzarli questi sogni.

La stessa pellicola è quasi un sogno, il nostro protagonista Gil, sceneggiatore hollywoodiano affermato, si muove infatti in un mondo surreale, dal quale però trae forza per dare una svolta concreta alla sua vita.

Allen ama contaminare il reale con l’irreale, fondere i piani di diverse realtà, come in “La rosa purpurea del Cairo” o nel recente “Scoop”, e anche qui opta per questa scelta, realizzando un film romantico, lieve e divertente, dove i protagonisti si muovono in realtà parallele.

Mancano i picchi comici dei quali Allen ha infarcito tante sue pellicole, ma non per questo “Midnight in Paris” non è un film riuscito e completo. Se dovessimo definirlo con un solo aggettivo diremmo ‘elegante’, tali sono infatti le immagini e il respiro dell’intera opera. La Parigi di Allen è quella dei vicoli, degli scorci, dei bistrot, dei ricordi e del presente, fusi da un costante romanticismo.

Strepitoso Owen Wilson, il suo Gil è adorabile.

Maria Grazia Bosu

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