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Men in Black 3 – Recensione

Men in Black 3: avventura e fantasia potenziate dal 3D e da attori totalmente in ruolo

Regia: Barry Sonnenfeld – Cast: Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Jemaine Clement, Rip Torn, Emma Thompson, Sharlto Copley, Alec Baldwin, Gemma Arterton, Betty White, Nicole Scherzinger, Bryan Basil – Genere: Fantastico, colore, 105 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: Sony Pictures – Data di uscita: 23 maggio 2012.

maninblack3Ritorna sui grandi schermi la saga di “Men in Black”, tratta da un cartoon di Lowell Cunningham e coprodotta da Steven Spielberg con G. Mac Brown. I due inossidabili negoziatori intergalattici agente K e J ancora una volta si ritroveranno a salvare la terra dai terribili alieni, e questa volta persino a viaggiare nel tempo. E sì, perché il giovane J, alias/Will Smith dovrà sottrarre alla morte il suo amato collega K/alias Tommy Lee Jones. E ne vedranno delle belle, perché dal 2012 salteranno letteralmente nel 1969 nello storico giorno del primo sbarco sulla luna.

Gli ingredienti che hanno fatto di MIB un blockbuster ci sono tutti anche in questo terzo episodio in 3D. Realtà e fantasia s’incrociano continuamente conditi da una buona dosa d’ironia e da effetti speciali da paura, ma con gli stessi abiti neri alla “Blues Brothers” di sempre.

Tutto inizia dalla fuga dal carcere lunare di Boris, l’animale, alieno cattivissimo che si deve vendicare di K, che è ancora giovane nel 1969 e non ancora inacidito corteggia la collega O, alias/Emma Tompson diventata nel futuro capo supremo di MIB. Lo spettatore viene catapultato in una New York, dove alle feste della Factory di Andy Warhol s’incontra l’unico sopravvissuto di una razza aliena che riesce a vedere il futuro.

Come in tutti i film del genere non è la trama che conta, anche se in questo caso molto ben costruita, ma il riuscire a far sognare e sorridere lo spettatore. Il cast è stellare del resto, ed è un corpo magistrale far interpretare K giovane dalla star Josh Brolin, che ha gli stessi vezzi del personaggio più anziano. Così come è superbo vedere il cattivo Boris sdoppiarsi sulla scena in lui ancora libero e motociclista alla Dennis Hopper e senza braccio dopo la galera.

In realtà, “MIB” nasce sin dal suo primo film come un mix tra genere fantasy e avventura. Ed è così anche in questo episodio dove il 3D potenzia gli inseguimenti al cardiopalma e le scenografie futuribili. Completano il quadro dettagli tuttaltro che trascurabili come i costumi, gli effetti visivi e il trucco degli attori. Tra questi spicca quello del cattivo Boris, che ha un che di Ranxerox di Andrea Pazienza, che porta la firma di Rick Baker. Del resto anche l’interprete del personaggio è all’altezza ed è Jemain Clement, musicista ed attore neozelandese che ha fatto dell’ironia la sua bandiera.

Per il resto, Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Emma Thompson sono come al solito perfetti. Che dire? Non resta che prepararsi i pop corn e gli occhiali neri da copione e correre a vedere MIB in 3D.

Ivana Faranda

Men in Black 3 – Recensione

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