Memento

Memento - Recensione: ricordati di ricordare!

Memento 2

“Non riesco a ricordarmi di dimenticarti” e “Cosa sto facendo ora?”: queste le frasi che Leonard ossessivamente richiama alla mente, ormai succube di una memoria breve molto labile, capace di ripetere all’infinito un quotidiano inafferrabile. È una riflessione - quella a cui invita Christopher Nolan - sulla coscienza della realtà, alla quale ci lasciamo andare troppo spesso inconsapevolmente e che in “Memento” viene fotografata dal protagonista con una polaroid onnipresente, o scolpita, ancora più incisivamente, sulla pelle, affinchè possa essere afferrata nella sua interezza.

Esercizio di stile nella frammentazione temporale in cui ogni segmento trova poi una sua collocazione

Tatuaggi che, come cicatrici del corpo e dell’anima, lasciano tracce indelebili di eventi passati che invadono il presente; questo modo di fissare, di selezionare segmenti determinati a discapito di altri, implica una manipolazione della memoria che in virtù di una scelta si fa selettiva. Riuscito, seppur difficile, incastro in cui Nolan, già in fase di sceneggiatura, coadiuvato dalla penna del fratello Jonathan, ingarbuglia e mescola lo svolgimento temporale, decostruendo la storia e con essa il dramma di Leonard, attraverso un lungo flashback intervallato da intrusioni di un presente ignoto e per questo minaccioso.

In "Memento" lo spettatore, così come il protagonista, hanno a disposizione pochi elementi di una vicenda che sfugge al controllo della coscienza, in virtù di un ordine temporale assente. Passato prossimo inesistente a vantaggio di un remoto e opprimente ricordo del corpo amato di una donna, privo di vita. Insieme a esso, unica certezza diviene l’insistente pensiero di una vendetta implacabile.

Memento: diverse verità per un’identità decostruita e frammentata

Confondere, perdere e ignorare gli eventi più recenti è per Leonard condicio sine qua non attraverso cui la sopravvivenza è ancora possibile. In un'identità  in cui il lutto non è correttamente stato elaborato, la malattia, come unico mezzo di autodifesa, aliena dalla verità e dal resto del mondo: tutti possono tradire, sorreggere e supportare o approfittare della condizione anomala del protagonista. La difficoltà nel saper classificare una precisa successione degli eventi impone una riflessione sulla verità, molteplice, mai certa, definibile sempre da diversi punti di vista, un insegnamento che il cinema non smette di fare.

Leonard prova a illudersi, scovando certezze in catalogazione ossessiva di oggetti che diano inequivocabile concretezza alla propria indagine, la verità si decuplica all’infinito creando nella mente umana un gioco labirintico di specchi. Un circolo vizioso da cui è possibile un’unica via di fuga: prendere coscienza dei propri atti e delle proprie responsabilità, al di là di qualsiasi variante impazzita, figlia di una casualità cieca e spietata.

Il ‘viaggio’ e la ricerca in “Memento” diventano esigenza indispensabile la cui molla e radice è la perdita dell’amata, della propria identità, dalla quale ci si nasconde in una fuga frammentata che riduce in brandelli irriconoscibili la propria immagine. Ricomposta quest’ultima, l’eroe riuscirà finalmente a realizzare la sua catarsi.

Laura Calvo

  • Regia: Christopher Nolan
  • Cast: Guy Pearce, Carrie-Anne Moss, Joe Pantoliano, Mark Boone Junior, Russ Fega, Jorja Fox, Stephen Tobolowsky, Harriet Sansom Harris, Thomas Lennon, Callum Keith Rennie, Kimberly Campbell, Marianne Muellerleile, Larry Holden
  • Genere: Thriller, colore
  • Durata: 114 minuti
  • Produzione: USA, 2000

memento"Memento" è il secondo lungometraggio di Chirstoper Nolan, dopo l'esordio low budget con "Following".

Dopo aver perso la moglie, violentata e uccisa in modo barbaro, Leonard Shelby, investigatore assicurativo, ha come unico obiettivo la vendetta. La ricerca dell'assassino è ostacolata da una forma rara d’amnesia da cui è colpito, a causa del lutto insopportabile, che gli fa perdere memoria degli eventi più prossimi al suo presente.

Per non essere fermato nel suo proposito da questo ostacolo, l’uomo sceglie di servirsi del suo corpo e di una polaroid per suggerire a stesso indizi utili che lo inducano a rammentare qualcosa ogni qualvolta la dimentichi.

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