Megamind – Recensione

Megamind – Recensione

La DreamWorks porta sullo schermo un nuovo simpatico personaggio: Megamind, un cattivo in versione rocker che rinnega la propria natura

Regia: Tom McGrath – Cast: Brad Pitt, Will Ferrell, Jonah Hill, Tina Fey, Justin Theroux, Ben Stiller, Jessica Schulte, Tom McGrath, Emily Nordwind, J. K. Simmons, Ella Olivia Stiller, Quinn Dempsey Stiller, Brian Hopkins, Christopher Knights, Mike Mitchell, Jasper Johannes Andrews, Jack Blessing, Stephen Kearin – Genere: Animazione, colore, 95 minuti – Produzione: USA, 2010 – Distribuzione: Universal Pictures – Data di uscita: 17 dicembre 2010.

megamind-locandina“Megamind”, l’ultimo film di animazione firmato DreamWorks e diretto da Tom McGrath, è un concentrato di umorismo e ironia, che conquista con quel tocco di cinismo che da qualche tempo anima i cartoon made in USA.

Megamind è il signore del male più rock ‘n ‘roll che il mondo abbia mai conosciuto: enorme testa blu, attillata tutina in pelle nera e lungo mantello borchiato. Ogni tentativo volto a sconfiggere il suo acerrimo nemico, Metroman, eroe invincibile e bellissimo, si rivela un fallimento, fino al giorno in cui riesce a freddarlo, grazie ad un piano superdiabolico.

Una volta eliminato il rivale, Megamind si rende conto di non avere nessun altra ambizione nella vita e, in assenza del suo avversario, si scoprirà suo malgrado essere un intrepido paladino della giustizia. Avvincente e divertente, il film racconta l’eterna lotta tra il bene e il male in chiave decisamente rock: Megamind e Metroman, sembrano, infatti, incarnare due stelle della musica, in spietata competizione per assicurarsi la maggior fetta di ascolti e di fan.

Sono proprio quei siparietti musicali affidati alle note dei Guns n’ Roses, AC/DC e Elvis Presley a scandire il ritmo di ogni battaglia e a renderla meno noiosa e banale agli occhi del pubblico. Anche gli altri personaggi della storia, Roxanne (la grintosa reporter di cui Megamind finirà per innamorarsi) e Minion (il pesce spaziale in un corpo la robot) vengono deliziosamente caratterizzati e si integrano perfettamente all’interno del dinamico quadro d’azione. Sulla scia di “Cattivissimo me”, la DreamWorks ci regala un altro sorprendente family movie, che non abbandona la parabola del vile che diventa buono, e che funziona grazie a un mix di citazioni sprezzanti e un ottimo 3D.

Eleonora Siniscalchi

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