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Match Point – Recensione

Un noir all’insegna del delitto e del castigo, diretto da Woody Allen

Regia: Woody Allen – Cast: Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Brian Cox, Emily Mortimer, Matthew Goode, Penelope Wilton, Ewen Bremner, Alexander Armstrong, Paul Kaye, Mark Gatiss, Simon Kunz, Geoffrey Streatfield, John Fortune, Rupert Penry-Jones, Patricia Whymark, Anthony O’Donnell, Miranda Raison, Rose Keegan, Zoe Telford, Margaret Tyzack, Scott Handy, Emily Gilchrist, Selina Cadell, Georgina Chapman, Colin Salmon, Toby Kebbell, Steve Pemberton, James Nesbitt, Layke Anderson, Morne Botes, Dawn Murphy – Genere: Drammatico, colore, 124 minuti – Produzione: USA, Gran Bretagna, 2005 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita: 13 gennaio 2006.

matchpointDalla commedia al noir, Woody Allen ci stupisce con l’eleganza della rigorosa costruzione di “Match point”. Lontano dalle location abituali della Grande Mela, il regista newyorkese, rievoca, supportato dalle altere ambientazioni londinesi, atmosfere hitchcockiane. Regia e sceneggiatura prive entrambi di sbavature, abili nello svelare il dispiegarsi degli eventi, muovono come vuote pedine, personaggi appartenenti ad un’aristocrazia, la cui stessa vacuità è rappresentata da una fredda bellezza (infatti l’unica ad essere appassionata e appassionante è l’aspirante attrice – sensuale Johansonn – che ad essa rimane esterna).

Al centro della vicenda un uomo, la cui più grande colpa è l’assenza di morale. Al delitto segue necessariamente il castigo, sembra ripetersi il protagonista di Match Point, mentre legge il romanzo di Dostoevskij. Identificandosi infatti nell’eroe dell’autore russo, Chris decide di uccidere un altro essere umano perché, nel suo spazio mentale, questo è divenuto catalizzatore di tutti i suoi problemi e dei possibili fallimenti.

E così, proprio come in “Crimini e Misfatti”, Allen sembra confermare, in una storia in cui il caso gioca un ruolo fondamentale (così come nella vita), la sua sfiducia circa la possibilità di una giustizia terrena, sebbene la pena possa infine manifestarsi sotto forme dolorosamente inaspettate e imprevedibili.

Laura Calvo

Match Point – Recensione

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