Eco Del Cinema

Marpiccolo – Recensione

I lati più oscuri della città di Taranto nel gioiellino di Alessandro Di Robilant, in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma

Regia: Alessandro Di Robilant – Cast: Giulio Beranek, Giorgio Colangeli, Valentina Carnelutti, Anna Ferruzzo, Selenia Orzella, Nicola Rignanese, Michele Riondino, Roberto Bovenga – Genere: Drammatico, colore, 93 minuti – Produzione: Italia, 2008 – Data di uscita: 6 novembre 2009.

marpiccoloAmbientato in una Taranto al limite, nel quartiere fatiscente di Paolo VI, “Marpiccolo”, il nuovo film di Alessandro Di Robilant, è presentato in concorso nella sezione Alice nella città del Festival Internazionale del Film di Roma. Questo “piccolo” gioiello nostrano è un film duro, che racconta l’emarginazione, la povertà e le problematiche sociali esistenti di una città complicata come Taranto.

Tiziano è un ragazzo forte, che vive al limite, con una famiglia difficile da gestire, un papà vizioso, che passa il suo tempo a giocare alla macchinette del poker, una mamma impulsiva e passionale e una sorellina che è tutto il suo mondo. Intorno a lui un girotondo di situazioni, la scuola con la professoressa Costa che lo sprona a studiare, l’amico di scorribande, la sua ragazza Stella, Tonio, il boss della città e il riformatorio.

Sullo sfondo di un degrado tangibile, della voglia di andare via, della solitudine e dell’aria che viene a mancare, Alessandro Di Robilant ci mostra come questo ragazzo a cui sembra che il destino abbia tolto tutto, alla fine riesca ad emanciparsi da solo, di come riesca a dire basta. Basta alle ingiustizie, alle sottomissioni,di come riesca ad alzare la testa e diventare padrone di se stesso.

La pellicola ha il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Film di Interesse Culturale Nazionale, a chiara dimostrazione che non bisogna chiudere gli occhi di fronte alle cose che non ci piacciono, non basta cambiare canale e fare finta che non esistano, bisogna alzare la testa e guardare. Il regista con una lente di ingrandimento ci porta all’interno di una di queste realtà e lo fa attraverso una storia, quella di Tiziano, interpretato dall’emergente Giulio Beranek, bravo e convincente nel suo ruolo. Marpiccolo si avvale di una dolce musica e di una fotografia naturale, poco strutturata, che lascia le cose come stanno, limitandosi ad evidenziarle. Il testo si articola nel dialetto pugliese, ed il film è tratto dal libro “Stupido” di Andrea Cotti.

Sonia Serafini

Marpiccolo – Recensione

Articoli correlati

Condividi