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Marigold Hotel – Recensione

Marigold Hotel: la speranza e la dolcezza si fondono in un unico film

(The Best Exotic Marigold Hotel) Regia: John Madden – Cast: Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, Dev Patel, Celia Imrie, Ronald Pickup, Tom Wilkinson, Maggie Smith – Genere: Drammatico, colore, 123 minuti – Produzione: Gran Bretagna, 2012 – Distribuzione: 20th Century Fox – Data di uscita: 30 Marzo 2012.

marigold-hotelTratto dal romanzo “Mio suocero, il gin e il succo di mango” (These Foolish Things) di Deborah Moggach, il film racconta la storia di sette pensionati inglesi che, stanchi per motivi diversi delle proprie vite, decidono di recarsi in India attratti dal lusso accessibile del Marigold Hotel che il bizzarro Sonny (Dev Patel) cerca in tutti i modi di portare avanti. Una volta lì però scopriranno un hotel decisamente meno lussuoso rispetto alle aspettative, ma pronto a riservare loro piacevoli sorprese e qualche imprevisto.

E’ una storia d’amore, di paure ma anche di speranza quella che Jhon Madden ( “Shakespeare in Love”; “Prof – la prova”) porta sullo schermo. La storia di sette vite, così diverse ma legate dallo stesso destino, la solitudine; sorte che decidono di fronteggiare in una nuova terra, l’India, così lontana dalla loro Inghilterra, ma che con i suoi colori, i suoi odori e i suoi suoni ha il sapore della rinascita. “Adattarsi per rinascere” così scrive nel film una bravissima Judi Dench dalle pagine del suo blog, e ognuno ci riesce a suo modo, chi più e chi meno perché, come dice lei stessa, l’unico vero insuccesso è non averci provato.

Un cast eccezionale (nessuno escluso) in cui spicca per ironia e simpatia una strepitosa Maggie Smith e uno scoppiettante Dev Patel che con la sua ventata di positività insegna a noi e ai suoi bizzarri ospiti a credere nei sogni fino alla fine perché “ Prima o poi tutto andrà meglio e se non dovesse accadere vuol dire che ancora non è arrivata la fine”.

Un film positivo e piacevole che ci ricorda, con un velo di tenerezza, che la vita può ricominciare a qualunque età.

Laura Rubino

Marigold Hotel – Recensione

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