Ma come fa a far tutto? – Recensione

Ma come fa a far tutto? – Recensione

Una commedia divertente, omaggio alle mamme che lavorano: tutto questo è “Ma come fa a far tutto?”

(I Don’t Know How She Does It) Regia: Douglas McGrath – Cast: Sarah Jessica Parker, Greg Kinnear, Pierce Brosnan, Olivia Munn, Seth Meyers, Kelsey Grammer, Christina Hendricks, Jane Curtin, Jessica Szohr, Emma Rayne Lyle – Genere: Commedia, colore, 91 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: Moviemax – Data di uscita: 23 settembre 2011.

ma-come-fa-a-far-tutto“Ma come fa a far tutto?”. E ce lo chiediamo davvero. No, non si parla di superman, anche se non ha niente da invidiargli.

Da “Sex and The City” a mamma in carriera, o meglio a donna manager-mamma. Sarah Jessica Parker sembra fatta apposta per questo ruolo: una mamma “multitasking” che riesce (tanto invidiata dai “cari” colleghi maschietti) a far conciliare tutto, ovvero lavoro impegnativo (tipicamente maschile), bimbi e marito.

Il segreto? Una lista virtuale di appuntamenti e cose da fare. E come per magia tutto si incastra perfettamente, con buona pace delle “Mammostre”. Sì, è proprio così che Kate-Sarah le ha ribattezzate: delle mamme perfette per finta, che invidiano le mamme-lavoratrici, accusandole di trascurare famiglia e doveri casalinghi.

Douglas McGrath adatta il libro omonimo in una pellicola piacevole, riflettendo col sorriso sulla vita delle mamme che lavorano e che, meravigliosamente, riescono a non tralasciare niente, quasi in virtù di un dono misterioso.

Una regia divertente, da fumetto, fatta di post-it e fermi immagine, con un accostamento sonoro perfetto, a scandire momenti, reazioni e pensieri. Un film in cui i ruoli tra moglie e marito (finalmente) si ribaltano, permettendoci di gustare un marito-casalingo-perfetto, una moglie che fa la parte dell’uomo, anche quando si addormenta, distrutta, invece di “coccolare” il compagno.

Troviamo un Pierce Brosnan perfetto in un ruolo privo di pistole e strani aggeggi, assolutamente a suo agio nella veste di un capo molto poco “capo”, ma tanto umano, divertito dall’esuberanza, dalla vitalità e dall’estrema naturalezza della sua compagna di squadra, Kate, ugualmente brillante nel lavoro.

Mark-Pierce si diverte, riesce a trovare i giusti momenti per mettere da parte il lavoro e lasciarsi andare, forte di una nuova vitalità ritrovata proprio grazie a questa mamma-manager un po’ pazzerella.

Ma il lavoro, soprattutto per una mamma, viene sempre dopo i propri figli e la sua famiglia. Giunge il momento in cui bisogna abbandonare le varie liste e ritagliare del tempo per fare un pupazzo di neve con i propri bambini. E non c’è capo che tenga. Perché una mamma è sempre una mamma.

Serena Calabrò

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