Ma che colpa abbiamo noi – Recensione

Ma che colpa abbiamo noi – Recensione

Commedia amara per Carlo Verdone, abile nello scandagliare con ironia i drammi dell’animo umano

Regia: Carlo Verdone – Cast: Carlo Verdone, Margherita Buy, Anita Caprioli, Antonio Catania, Lucia Sardo, Stefano Pesce – Genere: Commedia, colore, 116 minuti – Produzione: Italia, 2002 – Distribuzione: Warner Bros – Data di uscita: 10 gennaio 2003.

ma-che-colpa-abbiamo-noiCon “Ma che colpa abbiamo noiCarlo Verdone torna sul grande schermo con una pellicola agrodolce, più vicina a “Compagni di scuola” e a “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” che agli ultimi lavori.

La morte improvvisa dell’anziana psicoterapeuta, la dottoressa Lojacono, sotto gli occhi di un gruppo di pazienti che seguivano una terapia di gruppo, getta nello sconforto quest’ultimi, che dopo un primo momento d’incertezza optano per ‘l’autogestione’. Una sorta di terapia collettiva che impedisce loro di star soli, infondendo la speranza in un futuro più leggero, dato dal conforto dell’aiuto reciproco.

È questa l’occasione per il regista di poter indagare, tra il serio e il faceto, l’animo umano, attraverso le problematiche dei pazienti della Lojacono, e osservare come i drammi umani son sempre gli stessi, e come ciascuno dei componenti del gruppo vedesse nella dottoressa una sorta di guru risolutore, deresponsabilizzandosi dall’effettuare scelte personali autonome. Una volta soli i personaggi si rendono conto di come, per quanto difficile e spesso doloroso, sia necessario un cambio di rotta per modificare la propria quotidianità, cambio che può scaturire dalla piena consapevolezza di ciò che si vuole.

Detto ciò il film è molto divertente, ricco di battute e situazioni comiche, con un Verdone particolarmente bravo come interprete, e un cast che contribuisce notevolmente alla buona riuscita della pellicola. Questo è il Verdone che ci piace, esilarante ma con contenuti di un certo spessore, a dimostrazione che si può far ridere senza per forza dover mandare il cervello in vacanza.

Massimo Racca

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