L’ipnotista – Recensione

L’ipnotista – Recensione

Dal best seller mondiale di Lars Kepler, Lasse Hallström trae un thriller che intrattiene senza impegno

(Hypnotisören) Regia: Lasse Hallström – Cast: Tobias Zilliacus, Lena Olin, Helena af Sandeberg, Mikael Persbrandt, Jonatan Bökman, Oscar Pettersson, Eva Melander, Anna Azcárate, Johan Hallström, Göran Thorell, Jan Waldekranz, Emma Mehonic, Tomas Magnusson, Nadja Josephson – Genere: Thriller, colore, 122 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: Bim – Data di uscita: 11 Aprile 2013.

l-ipnotistaNella suggestiva Stoccolma di dicembre, quando la capitale svedese è innevata e piena zeppa di mercatini di Natale, si consuma una terribile strage famigliare. Un uomo viene brutalmente assassinato nella palestra in cui lavora, ma quando gli agenti di polizia si recano a casa sua per avvertire i familiari scoprono che anche la figlioletta e la moglie sono state uccise con violenza, mentre il figlio maschio giace a terra in fin di vita. Al commissario di polizia criminale Joona Linna appare subito chiaro che l’assassino aveva intenzione di sterminare l’intera famiglia e che, probabilmente, aveva creduto morto anche il ragazzo quando ha lasciato la casa.

Quando viene a sapere che la coppia deceduta aveva anche un’altra figlia maggiore, Joona Linna riesce a convincere il grande ipnotista Erik Bark, ormai ritiratosi in seguito ad uno scandalo, a praticare l’ipnosi sul giovane Josef per avere informazioni sull’assassino. Poche ore dopo, Benjamin, il figlio di Erik, viene rapito. I due crimini sono collegati?

Bisogna ammettere che negli ultimi anni gli svedesi stanno dimostrando di sapercela fare con i thriller. Chi ha amato almeno una delle due pellicole tratte dal best seller firmato Stieg Larsson “Uomini che odiano le donne”, non potrà perdersi “L’ipnotista”. Questa volta dietro la macchina da presa c’è uno dei più amati e famosi registi svedesi, Lasse Hallström, che prende in mano il caso letterario di due suoi connazionali, i coniugi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril (che quando lavorano insieme scrivono sotto lo pseudonimo di Lars Kepler), per realizzarne una pellicola omonima. Dunque un’opera veramente svedese dalla testa ai piedi.

Hallström sceglie di eliminare le scene troppo forti presenti nel romanzo e di addolcire un po’ le vicende, rendendo “L’ipnotista” un film alla portata di tutti senza per questo eliminare il continuo effetto suspense insito nella trama. Ne viene fuori un thriller coinvolgente anche se poco originale e brillante, come invece ci si poteva aspettare.

È stato scelto di eliminare parecchi personaggi della storia originale per poter focalizzare i 121 minuti della pellicola solo sui principali, Erik e Joona: decisione che ha un peso positivo sul film perché gli spettatori imparano a conoscere meglio due uomini che condividono un’aura di mistero. Hallström fa dei protagonisti due individui abbastanza diversi dagli Erik e Joona delle pagine di Lars Kepler: d’altronde il regista ha fatto completamente suo il testo de “L’ipnotista” tanto che anche chi conosce la storia saprà appassionarsi alle vicende del film che spesso si allontano dalla linea guida del romanzo.

Niente di veramente nuovo, ma c’è da ammettere che il freddo e il buio della Svezia, le buone interpretazioni degli attori, ben calati nei propri ruoli, nonché la regia pulita fanno sì che il film sia ben piacevole da seguire.

Se vi piacciono i thriller o semplicemente siete in cerca di un buon film d’intrattenimento, “L’ipnotista” non vi deluderà, nonostante l’alta probabilità che ve ne dimentichiate appena fuori dalla sala.

Corinna Spirito

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