L’esorcista – Recensione

L’esorcista: un film di genere, pietra miliare del cinema tout court

(The Exorcist) Regia: William Friedkin – Cast: Ellen Burstyn, Max Von Sydow, Linda Blair, Jason Miller, Lee J. Cobb – Genere: Horror, colore, 122 minuti – Produzione: USA, 1973 – Data di uscita: 19 giugno 2013.

Èesorcista-nuova-loc il 1973 quando “L’esorcista” di William Friedkin arriva nelle sale mondiali, diventando un punto di riferimento non solo del genere horror, ma di tutta l’arte cinematografica.

Il film, tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, segue le vicende del sacerdote cattolico Merrin, impegnato in una missione archeologica in Iraq; del giovane gesuita e psichiatra Damien Karras, nel bel mezzo di una crisi di fede in seguito alla morte della madre; e dell’attrice Chris MacNeil, la cui figlia dodicenne Regan ha da poco iniziato a dare segni di grave squilibrio, che i medici non riescono ad identificare all’interno di una patologia precisa.

Già dai primi giorni in sala, “L’esorcista” riscuote un enorme successo di pubblico e viene riconosciuta dalla critica come una pellicola che resterà nella storia e che sarà cardine del genere horror, sebbene William Friedkin abbia sempre sostenuto di non avere mai voluto girare un film sull’orrore, ma di aver lavorato a “L’esorcista” come a una storia incentrata su temi quali: religione e dogma, esoterismo e mistero.

Al di là degli obiettivi del regista, “L’esorcista” terrorizza chiunque, i fanatici religiosi come gli scettici più accaniti. Nessuno chiude occhio dopo aver visto le agghiaccianti prestazioni del diavolo nel corpo martoriato della piccola Regan, tutte ormai cult, dalla testa che gira completamente su se stessa alla levitazione del corpo a un metro dal letto.

Gli effetti speciali e il make up sono sicuramente tra i migliori della storia: il responsabile del settore Dick Smith inventa per l’occasione alcuni macchinari e tecniche mai utilizzati prima e dà vita a scene che non solo impressionano l’impreparato pubblico degli anni ’70, ma che risultano totalmente credibili anche a distanza di decenni. Niente affatto banale se si considera quanto generalmente gli effetti speciali si svecchino velocemente.

Il terrore e la tensione scaturiscono tuttavia, non solo grazie a espedienti puramente ‘tecnici’: “L’esorcista” non è un semplice horror con elementi splatter, il fattore psicologico gioca un ruolo decisivo per il coinvolgimento dello spettatore. William Friedkin carica la pellicola di domande che non troveranno mai risposta, lasciando un senso di inquietudine per la consapevolezza che i fatti che vediamo succedono senza motivazioni reali: è legato al caso, al destino, alla fortuna, o come lo si preferisca definire, se il diavolo sceglie di albergarsi proprio nel corpicino innocente di Regan. E allora qual è l’orrore più grande? La bile che il demonio continua a sputare sui volti di chi gli si avvicina o il cuore spezzato di una madre che vede la sua unica figlia completamente trasformata senza conoscerne il motivo?

È proprio questo mix perfetto di temi angoscianti, personaggi ben interpretati e diretti, nonché una colonna sonora incisiva ed effetti speciali d’eccezione, a rendere “L’esorcista” una pietra miliare imperdibile, capace di superare l’esame del tempo.

Corinna Spirito

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