Le week-End – Recensione

Le week-End – Recensione

Un week-end a Parigi per ritrovarsi, dove forse si era sempre stati ma non ci si era mai cercati

Regia: Roger Michell – Cast: Jeff Goldblum, Jim Broadbent, Lindsay Duncan, Olly Alexander, Xavier De Guillebon – Genere: Commedia, colore, 93 minuti – Produzione: USA 2013 – Distribuzione: Lucky Red – Data d’uscita: 12 giugno 2014.

wee-endNick e Mag sono una coppia inglese vecchia di trent’anni di matrimonio, uno professore universitario di filosofia, l’altra professoressa liceale di biologia; proprio in occasione del loro trentesimo anniversario decidono di festeggiare passando un week-end a Parigi, città nella quale da giovani, freschi di nozze, avevano trascorso la loro luna di miele.

Fin dai primi fotogrammi risulta subito chiaro che tra i due c’è qualche problema, ciò che non è altrettanto chiaro è se ci sarà da ridere o da piangere: la capitale francese li accoglie con un cielo plumbeo, asettico, posizionandosi rispetto alla coppia come un teatro vuoto che attende solo di far risuonare l’eco della verità dei suoi personaggi: non si amano più o si sono troppo amati?

La risposta arriverà gradualmente, dispiegandosi nelle piccole avventure che i protagonisti scelgono di regalarsi mai con piena consapevolezza, sempre in bilico tra le angosce concrete che li attanagliano e il bisogno di una libertà surreale che da esse scaturisce.

Nell’ottica di questo dispiegamento graduale, il momento che, almeno dal punto di vista narrativo, sembra essere se non decisivo quanto meno il più rilevante, è l’incontro casuale con Morgan, un vecchio compagno di college di Nick che è diventato uno scrittore di successo. A ben vedere però, seppure la coppia sembra arrivare alla comprensione di se stessa dopo quest’incontro, esso è riducibile a un agent provocateur e, al massimo, in quello che sarà poi il finale auspicabile, a un deus ex machina un po’ idiota: il destino di Nick e Mag è in realtà già scritto e si esprime nella loro alternanza lunatica tra angoscia melanconica da un lato, e incoscienza euforica dall’altro; proprio in questa imprevedibilità risiede la costante della loro libertà e la chiave di volta del loro amore.

Claudio Di Paola

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