Le quattro volte – Recensione

Le quattro volte – Recensione

Un film riflessivo, d’impatto visivo, sulla vita dell’uomo a contatto con la natura nello splendida cornice della Calabria

Regia: Michelangelo Frammartino – Cast: Giuseppe Fuda, Nazareno Timpano, Bruno Timpano, Artemio Vellone – Genere: Documentario, colore, 90 minuti – Produzione: Italia, Germania, Svizzera, 2010 – Distribuzione: Istituto Luce – Data di uscita: 28 maggio 2010.

le-quattro-volteIn un mondo veloce e sempre più globalizzato nel concetto di grande metropoli non c’è spazio per il silenzio, la riflessione e la diversità! Fortunatamente a ricordarci che esiste un altro tipo di vita, un altro tipo di umanità ci pensa il cinema e, in questo caso specifico, Michelangelo Frammartino con il suo ultimo lavoro “Le quattro volte”.

Il film, lo diciamo subito, non è facilmente digeribile, già solo per il fatto che si assiste a 90 minuti in cui praticamente è assente ogni tipo di dialogo. La settima arte ritorna con questa poetica e filosofica pellicola alla sua quintessenza, ovvero “racconto per immagini”. Quattro storie esemplari, in un paesino calabro arroccato sulle montagne, fanno da sfondo all’acuta riflessione, che Frammartino porta con delicatezza sul grande schermo, sulla vita e sulla morte, sul rapporto tra la natura e l’uomo, tra tradizioni che rimangono immutate nei secoli e luoghi in cui il caotico mondo moderno è rimasto (fortunatamente!) escluso.

È un angolo remoto di terra dove il regista milanese, fortemente legato ad essa, scruta con sguardo indagatore l’eterna lotta della sopravvivenza dell’uomo, degli animali, dei vegetali, insomma di ogni essere vivente! Un uomo che muore, una capra che nasce, un albero secolare sono infatti i personaggi del film, con cui lo spettatore emancipato deve fare i conti. Anche il modo di raccontare è particolare: lunghissimi piano sequenza e inquadrature fisse per quattro storie, inevitabilmente collegate tra loro da un sottile fil rouge, quasi che ci fosse la mano di un dio benevolo, ma al contempo spietato a dare un senso a quello che si sta guardando.

Dopo “Il dono”, Frammartino presenta a Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs “Le Quattro volte”, mettendo d’accordo la giuria, che ha deciso di premiare la pellicola con l’Europa Cinemas Label. Curiosità: insieme a Elio Germano un altro attore italiano ha vinto una Palma d’Oro a Cannes. Si tratta di Vuk, il fedele cane del pastore, che sta morendo: a lui infatti è andata la decima Palm Dog, Premio dedicato alla Migliore Interpretazione Canina sulla Croisette. Un’esperienza sensoriale intensa per chi avrà il piacere di ammirare questa piccola opera d’arte popolare.

Fabiana Girelli

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