Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell’Unicorno – Recensione

Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell’Unicorno – Recensione

Ritorno alle origini per uno dei più grandi maestri del cinema Hollywoodiano: Steven Spielberg

(The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn) Regia: Steven Spielberg – Cast: Simon Pegg, Daniel Craig, Jamie Bell, Nick Frost, Andy Serkis, Tony Curran, Mackenzie Crook, Toby Jones, Sebastian Roché – Genere: Animazione, colore, 107 minuti – Produzione: USA, Nuova Zelanda, Belgio, 2011 – Data di uscita: 28 ottobre 2011.

le-avventure-di-tintinEntusiasmante. Basterebbe questa parola per analizzare un decimo del sentimento che si prova nel pensare all’unione di due fantastiche menti del cinema mondiale. E, forse, non basterebbe neanche.

Ne “Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell’Unicorno” il regista è Steven Spielberg, il papà di ET e dei Dinosauri di Jurassic Park, e il produttore è il fautore della trasposizione filmica del romanzo di J.R.R. Tolkien, “Il Signore degli Anelli”.

Cosa si può volere di più? Giusto, Andy Serkis (che nell’immaginario collettivo resterà sempre Gollum) nel ruolo del Capitan Haddocck, Jamie Bell in quello di Tintin e Daniel Graig, il fascinoso 007, nei duplici panni del cattivo Rackham il Rosso/Ivanovich Sakharine.

Dopo 28 anni dalla scoperta del fumetto belga di Hergé, Steven Spielberg riesce finalmente a portare sul grande schermo le avventure del giovane reporter e del fedele e inseparabile cagnolino Snowy.

Girato in Motion Capture, di cui Peter Jackson è un maestro indiscusso (dopo il successo del citato “Signore degli anelli”), con Andy Serkis all’interno del cast, ormai abituato a tale tecnica cinematografica, il film azzecca anche l’utilizzo del 3D. Non un 3D inutile e invasivo, ma utile alla narrazione e in grado di trascinare lo spettatore nel film.

Dinamico, divertente, meticolosamente curato dei dettagli e nelle acrobazie digitali, non solo dei protagonisti. Ogni immagine è perfetta, ogni pixel è cesellato in maniera inequivocabilmente Spielberghiana. La narrazione scorre fluida, in questo film adatto non solo al pubblico dei giovanissimi, pure essendo inserito all’interno di Alice nella città.

Per i fan, e non solo, una bellissima notizia. Il grande Spielberg è tornato. Finalmente.

Eva Carducci

 

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