Le avventure di Taddeo l’esploratore – Recensione

Le avventure di Taddeo l’esploratore – Recensione

Una pellicola ricca d’avventura, che diverte senza emozionare

(Las Aventuras de Tadeo Jones) Regia: Enrique Gato – Cast: Meritxell Ané, Óscar Barberán – Genere: Animazione, colore, 91 minuti – Produzione: Spagna, 2012 – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 11 aprile 2013.

le-avventure-di-taddeo-lesploratoreA causa di una fortuita coincidenza, Taddeo Stones, un operaio edile con la testa perennemente tra le nuvole, viene scambiato per un famoso archeologo e mandato in Perù per una spedizione di ricerca. Con l’aiuto del suo fedele cane Jeff, di un intrepido professore, di un pappagallo muto, di un avidissimo messicano e di Sarah, una sensuale archeologa, dovrà riuscire nell’arduo compito di salvare la Città Perduta degli Incas da una malvagia banda di cacciatori di tesori.

Enrique Gato ha finalmente coronato il sogno di una vita: “Le avventure di Taddeo l’esploratore” aveva visto la luce nel 2003 come cortometraggio animato dal titolo “Tadeo Jones”. Il grande successo riscontrato, aveva spinto il regista a pretendere di più dalla sua creazione e, dopo otto anni di dedizione e duro lavoro, è riuscito a portarlo sul grande schermo.

La trama del film si snoda in modo semplice riprendendo tematiche largamente trattate: la difficoltà nel realizzare le proprie aspirazioni, il caso che si interpone nella quotidianità della vita dando opportunità insperate, verità nascoste e rivelate solo nei momenti più critici, amore, perdono e amicizia.

I personaggi mancano di una caratterizzazione approfondita e sfiorano la banalità: un ragazzo comune, un po’ distratto e goffo, con un sogno da realizzare, la bella del caso della quale si innamora perdutamente e una banda sgangherata fatta di animali pasticcioni e aiutanti fifoni. A tratti il regista incespica anche in qualche cliché, ne è un esempio la figura del messicano arraffone che vende ninnoli anche alle mummie Inca pur di racimolare denaro.

La vera nota di colore di una pellicola semplice e non originalissima è sicuramente l’ambientazione in luoghi esotici e carichi di mistero e le costanti analogie con la saga di “Indiana Jones”, nonché, altro tratto molto accattivante, con il popolarissimo “Tomb Raider”. I rimandi a classici dell’avventura sono voluti e sicuramente donano una certa unicità all’intero lavoro, anche se non riescono a colmare evidenti lacune.

Prima fra tutte una realizzazione grafica che, per quanto ben riuscita, non può minimamente reggere il confronto con alcuni ultimissimi capolavori disneyani ( “Ribelle – The Brave”; “Ralph Spaccatutto”).

Altro elemento non trascurabile e in un certo senso portante per valutare il film, è la profondità del messaggio, che risulta stantio nel suo solito e prevedibile invito nel realizzare i propri sogni non offrendo una visione innovativa di una tematica che, per quanto ampiamente sfruttata, si presta ancora a moltissime interpretazioni e conseguenti realizzazioni.

Gato non presta il suo lavoro al servizio di un pubblico vasto, perché non tocca corde sensibili, ma si limita a rimanere in superficie accontentandosi di “divertire” senza emozionare.

Nel complesso “Le avventure di Taddeo l’esploratore” risulta gradevole e divertente, sicuramente adattissimo ad un pubblico di piccini, un po’ meno per gli adulti.

Sara Catalini

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