Latin Lover – Recensione

L’umanità dell’icona cinematografica

Regia: Cristina Comencini – Cast: Virna Lisi, Marisa Paredes, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Peña, Pihla Viitala, Nadeah Miranda, Francesco Scianna, Lluis Homar, Neri Marcorè, Claudio Gioè, Toni Bertorelli Genere: commedia, colori, 114 minuti – Produzione: Lumière & Co. – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 19 marzo 2015.

latin-loverCristina Comencini firma insieme a Giulia Calenda un film di calibro notevole. Notevole sia per gli attori eccellenti di cui si compone il cast sia per gli aspetti tecnici – montaggio, musica e fotografia – che caratterizzano “Latin lover”.

Al centro il mito, un mito che vive in Saverio Crispo come attore, uomo e padre, attraverso la cui icona, creata dal mondo femminile e non solo, la Comencini apre una parentesi sul cinema italiano degli anni ’60 e ’70, offrendo agli spettatori la possibilità di porlo a confronto con quello contemporaneo, tra i cui frutti lo stesso “Latin Lover”.

La presenza femminile domina lo schermo come a sottolineare il peso del fascino accecante del grande Saverio che ha “seminato” figlie per tutto il mondo: Italia, Spagna, Svezia e America. Un uomo dentro e fuori lo schermo al centro di racconti, innamoramenti, storie di vita, disagi e tradimenti.

Le due mogli e le quattro figlie con a seguito nipotini di cui molti di nome, non a caso, Saverio si ritrovano nella casa del paesino pugliese di origine di Crispo in occasione del decennale della morte. Un incontro che si rivela un’occasione di confronto tra le donne, in un primo momento, subordinate, anche se in maniera passionale e affettuosa, al carisma dell’attore, allo charme dell’uomo, all’assenza presente del padre. Un incontro che porta tutte a superare ‘le vite incasinate’, come afferma Valeria Bruni Tedeschi nei panni dell’insofferente figlia parigina, ereditate e originate dalla leggerezza del modus vivendi di Saverio.

Emblematica è la scena in salotto prima della proiezione celebrativa degli spezzoni memoriali delle scene salienti della carriera di Crispo. Scena in cui le donne con un bicchiere di whisky in mano, venendo a patti con alcune verità riguardo la sessualità dell’uomo che le ha fatte ‘impazzire’, si liberano da tale giuoco riscoprendo sé stesse, l’essenza più vera e intima dell’essere donna. Grandiosa l’interpretazione di Virna Lisi, a cui per altro è dedicato il film, trasudante di energia, vitalità e spontaneità.

Interessante il bizzarro caso che avvolge il latin lover: nonostante abbia catturato il cuore di tutte donne, ha trovato la propria identità attraverso e con un uomo, lo stunt Pedro – Lluis Homar . La bisessualità diventa strumento per mostrare l’umanità che risiede dietro un’icona cinematografica resa irraggiungibile e inarrivabile.

Dunque una commedia divertente che pone l’accento sulle vite che contornano e palpitano dietro il ‘volto dello schermo’ delle grandi star.

Marianna Cifarelli

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