Lanterna Verde – Recensione

Lanterna Verde: ennesima trasposizione da un fumetto senza infamia e senza onore

(Green Lantern) Regia: Martin Campbell – Cast: Ryan Reynolds, Blake Lively, Peter Sarsgaard, Mark Strong, Temuera Morrison – Genere: Azione, colore, 100 minuti – Produzione: USA, 2011 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 31 agosto 2011.

lanternaverde-locIl film di Martin Campbell, “Lanterna Verde”, è l’ennesima trasposizione cinematografica di un fumetto. Stavolta è il turno di uno degli eroi della DC Comics: Hal Jordan, eccellente pilota, scelto, suo malgrado, a far parte dei Green Lantern Corps, i protettori della pace e della giustizia, una fratellanza di guerrieri che ha giurato di mantenere l’ordine intergalattico.

La pellicola scorre senza infamia e senza onore, in un susseguirsi di eventi prevedibili fin dai primi fotogrammi, che danno a chi guarda una sensazione di ‘dejà vu’, tanto che non bastano il sorriso e i muscoli di Ryan Reynolds, a rendere la storia appetibile.

Per quanto il tema del giovanotto coraggioso e intemperante, tenebroso e affascinante, sia uno di quelli che quasi sempre riscontrano il favore del pubblico, stavolta siamo di fronte a un racconto che non riesce a bucare lo schermo.

Il cinema è ormai inflazionato dai ‘fumettoni’, ai quali non mancano sequel e prequel, grazie ai grandi sviluppi nel campo degli effetti speciali, che hanno permesso di realizzare situazioni fino a pochi anni fa improponibili. Le aspettative degli spettatori sono però sempre maggiori, ci si attende, soprattutto nel caso di personaggi degli amati fumetti, di vedere materializzarsi ciò che si è immaginato sugli eroi cartacei. Succede però che a volte ciò che sulla carta è perfettamente credibile, sullo schermo appaia quasi ridicolo, come la mascherina verde di Hal, o i suoi continui voli.

Al tutto manca poi un ‘cattivo’ di spessore, la pugna è tra il nostro eroe verde e un’informe massa marrone tentacolare, simile ad un polpo gigante che sputa fuoco, il cui adepto terrestre appartiene alla categoria dei ‘cattivi per caso’.

Una parola va spesa per il 3D: quando si fruisce di un prodotto che opta per questa tecnologia, chi guarda vuole, soprattutto durante le scene d’azione, che le immagini fuoriescano dallo schermo, qui non succede. Gli effetti sono meno evidenti ma più maturi, ossia nessuna scena funzionale alla tecnologia, bensì una completa tridimensionalità che rende profonda e avvolgente la pellicola.

Insomma, uno script e un girato troppo superficiali! Rimane comunque il fatto, che se proprio avete bisogno di evadere a qualsiasi costo, e magari siete pure appassionati di fumetti, questo film può essere un buon farmaco contro lo stress.

Daniele Battistoni

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