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L’amore secondo Dan – Recensione

Commedia agrodolce sui sentimenti e la famiglia che invita a lasciarsi sorprendere dalla vita

(Dan in Real Life) Regia: Peter Hedges – Cast: Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, John Mahoney, Dianne Weist, Emily Blunt, Allison Pill, Brittany Robertson – Genere: Commedia, colore, 98 minuti – Produzione: USA, 2007 – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 28 Marzo 2008.

amoresecondodanLasciatevi sorprendere dalla vita! Potrebbe essere il leit motif del film “L’amore secondo Dan” di Peter Hedges, commedia agrodolce sui sentimenti e la famiglia che ci ricorda come le nostre esistenze possano cambiare radicalmente in tre giorni o poco più. Nulla è scontato, la felicità come l’infelicità e il “Deus ex machina” arriva quando meno te lo aspetti.

Per Dan la vita sembra essersi fermata dopo la morte della moglie, lavora come giornalista occupandosi di una rubrica sui problemi familiari… anche se e a fatica riesce a sopravvivere ai suoi: tre deliziose figlie dagli 8 ai 17 anni. Lui guarda la sua esistenza dall’alto senza viverla. Tuttavia nel suo futuro c’è l’incontro casuale con la bella e inquieta Marie. In un attimo, il cielo si tinge di blu e, in una giornata di pioggia, i due finiscono nella stessa libreria, rievocando l’incontro tra De Niro e Meryl Street in “Innamorarsi”. I due si parlano come se si conoscessero da sempre… Peccato però che lei è la nuova girlfriend del fratello!

Queste le premesse del film del regista di “Pieces of April”. Amore e famiglia si mischiano continuamente e non potrebbe essere diversamente, proprio come accade nella realtà. Dan, il protagonista, teneramente confuso cerca di sopravvivere alle tre terribili figlie e lentamente ritorna a galla.

Il grande clan Burns è al centro del film: Poppy e Nana sono o i nonni assolutamente fuori da ogni stereotipo, mentre il fratello Mitch è una sorta di sciupafemmine, perfetto contraltare del malinconico Dan. Si canta, si balla, si ride, si fa aerobica negli scenari splendidi della Baia di Narragansett a Rhode Island. Di Marie/Binoche non si sa molto ma le sue mani piene d’anelli parlano di grandi passioni passate, di viaggi e di una sottile malinconia. Saprà incantare tutta la famiglia, dal vecchio patriarca ad una truppa d’allegri e simpatici bambini.

Molto indovinato il cast. La Binoche, bravissima nel suo ruolo, è oltre modo bella nella semplicità del suo viso senza un’ombra di trucco. Dan è interpretato magistralmente da Steve Carell, noto ai più per la sua maschera tragicomica in the “The Office”. Brava Alison Pill nel ruolo della figlia che vuole sembrare grande a tutti i costi e che capisce per prima i sentimenti del padre. Molto intrigante Brittany Robertson, secondogenita, sexy, esuberante e alla sua prima cotta, più vicina al padre di quanto creda. Mentre Marlene Lawston nei panni della più piccola sarà quella che farà capire a Dan cosa davvero conta nella vita. Calibrata anche l’interpretazione di Dane Cook/Mitch personaggio in fondo meno superficiale di quel che sembra. Divertente il cameo dell’esuberante Ruth “faccia di porco”, scelta dalla famiglia per “svegliare” Dan dal suo letargo, interpretata da Emily Blunt già ammirata ne “Il Diavolo veste Prada”.

La colonna sonora è firmata dal cantautore d’origine norvegese Sondre Lerche che appare con il suo gruppo Faces Down a pochi minuti dalla fine del film.

Ivana Faranda

L’amore secondo Dan – Recensione

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