La stagione della caccia: in onda il 25 febbraio su Rai1

“Pensate ai Peluso come a “I Soprano” del diciannovesimo secolo”: con questo paragone il regista Roan Johnson ha iniziato a scolpire i personaggi del suo film.

“La stagione della caccia” è un giallo tragicomico, ambientato alla fine del 1800 nell’immaginaria cittadella di Vigata, la stessa in cui si muove il celeberrimo commissario Salvo nelle serie televisiva “Il commissario Montalbano”.

La stagione della caccia: omicidi e amori impossibili

La stagione della caccia: in onda il 25 febbraio su Rai1

“La stagione della caccia – C’era una volta Vigata”, dal romanzo di Andrea Camilleri, è senza dubbio un racconto coinvolgente e ricco di personaggi, di generi, di toni diversi, di idee e di paradossi.
Definire il filo conduttore della storia, carpire chi è il protagonista e chi l’antagonista è sicuramente un’impresa, come lo stesso regista Roan Johnson ha evidenziato. I personaggi si muovono in un teatrino, che è il paesello di Vigata, con eleganza e rispetto gli uni verso gli altri, scambiandosi orgogliosamente il ruolo di primo attore e cedendosi di volta in volta la ribalta.
Difficile capire chi conduce i giochi all’interno di questo giallo che accompagna la famiglia Peluso di generazione in generazione, come una maledizione, così come di personaggio in personaggio si sposta il giudizio critico di un regista che mostra un’Italia (di un tempo e forse anche odierna) vittima del patriarcato.
Nessun personaggio sarà quindi il nostro eroe, ma tutti ci faranno sorridere grazie a una caratterizzazione curata nei minimi particolari e giuste interpretazioni: ognuno viene sorretto dall’altro, ma ognuno ha una propria forza, un proprio dramma e una propria comicità, che arrivano direttamente dalla scrittura, e tutti vengono schiacciati dalle vicende.

La stagione della caccia: un dramma paradossale

La follia è le seconda linea guida che si crea un percorso all’interno di questo dramma, dal romanzo del nostro autore fino alla sceneggiature creata con Francesco Bruni e Leonardo Marini, e che non raggiunge i nostri personaggi solo attraverso i misteriosi lutti, ma cresce dentro di loro come un seme in germoglio: un Vecchio che non si lava, una Marchesa pazza e ribelle, un figlio innamorato di una capretta, un farmacista e un Marchese che si contengono un potere ormai in decadenza, quello della proprietà terriera.

Il regista Rohr Johnson dirige il cast e la troupe in modo sapiente: i movimenti macchina ci guidano nel susseguirsi delle morti accompagnando la storia, e non per puri vezzi estetici. Le immagini che ne scaturiscono sono i piccoli indizi che invoglieranno lo spettatore a chiedersi chi riuscirà a portare avanti il nobile nome della famiglia Peluso.

Un film riuscito che ci porta nuovamente all’interno della Sicilia Primitiva di Camilleri, fatta di passione e violenza, di cui scopriamo nuovi aspetti ad ogni romanzo, e nuove angolazioni ad ogni lungometraggio.

La stagione della caccia sarà in onda in prima serata il 25 febbraio su Rai1.

 

Barbara Sebastiani

22/02/2019

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