La ricompensa del gatto

La ricompensa del gatto - Recensione: una piccola perla felina

La ricompensa del gatto

"La ricompensa del gatto" è uno di quei film d'animazione che molti attribuiscono erroneamente a Hayao Miyazaki, celebre e apprezzato regista giapponese ("Il mio vicino Totoro", "La città incantata"); in realtà Miyazaki non ha collaborato in alcun modo alla realizzazione della pellicola, se non 'prestando' lo Studio Ghibli a Hiroyuki Morita, direttore dell'opera. Si intuisce però fin da subito che Miyazaki è stato per Morita fonte d'ispirazione, in quanto il film ricorda molto come stile e disegni il famoso autore.

La storia è tutta felina, con la sola eccezione della ragazza protagonista, Haru, che si ritrova a vivere una bizzarra avventura in compagnia di gatti parlanti, nel segretissimo e misterioso Regno dei Gatti. Haru stessa viene, dopo le prime traversie, trasformata in un felino, e si trova così a porsi una domanda non proprio sciocca: non sarebbe meglio rimanere un gatto per il resto della vita?

La ricompensa del gatto: quando i gatti sono gli eroi

"La ricompensa del gatto" è ricco di tutti gli elementi necessari per coinvolgere lo spettatore: azione, fantasia, storie d'amore, momenti d'ilarità e di tristezza e, soprattutto, un'enorme quantità di gatti. I due protagonisti felini rientrano entrambi in stereotipi dei film d'avventura; il primo, Muta, è un gatto enorme e intimidatorio, dalla scorza dura ma il cuore tenero - nonché principale fonte di comicità del film -, mentre Baron è un elegante e misterioso nobile entrato in azione per salvare Haru da una spiacevole sorte.

La pellicola è la trasposizione, molto fedele, del manga (fumetto giapponese) "Baron: The Cat Returns", rispetto al quale offre un disegno molto più dettagliato e fluido sia nelle figure dei personaggi che nei paesaggi; nonostante una personalizzazione poco originale dei gatti il film scorre molto piacevolmente grazie ad una trama ben strutturata e dialoghi divertenti.

Quello che capita ad Haru potrebbe essere il sogno delle cosiddette 'gattare', ma, come spesso accade nella realtà, non è tutto oro quel che riluce: dietro al meraviglioso Regno dei Gatti si nascondono infatti orgoglio, egoismo e ambizione, così come nel mondo degli umani. Il film offre anche un messaggio sottile e profondo, una riflessione sul non cercare la felicità dove sembra più facile ottenerla bensì nella propria vita, perché si può guadagnare solo lottando per essa.

Il manga si chiude con la frase "For the friends you've lost" (Per gli amici che avete perso), omaggio a tutti i gatti scomparsi.

Valeria Brunori

  • Titolo originale: The Cat Returns
  • Regia: Hiroyuki Morita
  • Cast: Chizuru Ikewaki, Yoshihiko Hakamada, Aki Maeda, Takayuki Yamada, Hitomi Sato, Kenta Satoi, Mari Hamada, Tetsu Watanabe, Yôsuke Saitô
  • Genere: Animazione, colore
  • Durata: 75 minuti
  • Produzione: Giappone, 2002
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Data di uscita: 9 Febbraio 2016

La ricompensa del gatto"La ricompensa del gatto" è considerato uno spin-off del film "I sospiri del mio cuore" di Hayao Miyazaki e Yoshifumi Kondo, da cui riprende i personaggi dei due gatti, Baron e Muta, per farne i suoi protagonisti, affiancandogli una giovane ragazza di nome Haru.

Haru salva un giorno un gatto dall'essere investito, ma questi non è altro che il principe del mondo dei gatti, in cui la ragazza si ritrova trascinata dopo qualche giorno. Il re dei gatti, infatti, vuole trasformarla in un gatto e farle sposare il principe come ringraziamento per avergli salvato la vita; Haru non sa cosa fare ma fortunatamente Baron e Muta la aiuteranno a capire qual è la strada giusta da percorrere.

"La ricompensa del gatto" ha dovuto aspettare alcuni anni prima di essere tradotto in italiano; la pellicola risale infatti al 2002, ma è stato doppiato per la distribuzione italiana solo agli inizi del 2016. Spesso viene scambiato per una delle opere del famoso regista giapponese Hayao Miyazaki, soprattutto essendo lo spin-off di un film d'animazione dello stesso, ma è stato in realtà realizzato da un allievo di Miyazaki, Hiroyuki Morita, che ha infatti potuto usufruire del supporto del famosissimo Studio Ghibli.

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