Just Like a Woman – Recensione

Just Like a Woman – Recensione

Da Chicago a Santa Fe, il regista di “Uomini senza legge” Rachid Bouchareb trascina le solari Sienna Miller (‘Yellow’, ‘Interview’) e Golshifteh Farahani (‘Pollo alle prugne’) in un road movie alla “Thelma & Louise”

Regia: Rachid Bouchareb – Cast: Sienna Miller, Golshifteh Farahani, Tim Guinee, Bahar Soomekh, Roschdy Zem – Genere: Drammatico, colore, 106 minuti – Produzione: Gran Bretagna, USA, Francia, 2012 – Distribuzione: Minerva Pictures Group – Data di uscita: 7 marzo 2013.

just-like-a-womanMarylin (Sienna Miller) e Mona (Golshifteh Farahan) sono due donne della periferia di Chicago dalle personalità molto diverse, con storie abbastanza tristi alle spalle: la prima è sposata con Harvey, nullafacente e parassita, la seconda è una donna musulmana sposata con un uomo che ama, ma oppressa dalla suocera, che la odia perché non riesce a darle un nipote.

Il tradimento di Harvey è l’occasione per cambiare e nello stesso tempo incrociare le loro vite, al ritmo di una danza del ventre, che diventa quasi una nuova ragione di vita, con il proprio linguaggio fatto di sublimazione di corpi e femminilità, diverse fra loro, ma perfettamente complementari.

“Just Like a Woman” percorre la strada da Chicago a Santa Fe, lungo un’America ancora piena di odio, razzismo e pregiudizi, dimostrando alla fine che tutto il mondo è paese.

I temi trattati infatti sono tanti – violenza sulle donne, razzismo, crisi – forse pure troppi per un film che prima di tutto dovrebbe coinvolgere e solo in un secondo momento lasciare un messaggio.

Il risultato è che lo spettatore è sì appassionato, ma anche appesantito dalla troppa carne al fuoco, che rischia di far scivolare il tutto nella lentezza, che in alcuni tratti è evidente.

Altro piccola nota: finale scontato, per una pellicola comunque da vedere, anche se con le dovute precauzioni.

Salvatore Cusimano

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