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#IoSonoQui (2021)

Recensione

#IoSonoQui: una riflessione sulle relazioni ai tempi dei social network

#IoSonoQui review

Stéphane(Alan Chabat) è un uomo di mezza età con una vita piuttosto soddisfacente. Ha un ristorante, che era del padre, due figli grandi e un’ex moglie con cui è in buoni rapporti. Però gli manca qualcosa, per cui decide un giorno di uscire dalla sua confort zone: raggiungere a Seul una pittrice coreana, con cui è in contatto da qualche tempo.

#IoSonoQui (2021)

Parte da una piccola storia il film di Eric Lartigau – già autore del delizioso “La famiglia Bélier” – in cui dirige nei panni del protagonista Alan Chabat, con cui collabora da qualche tempo.

La prima parte dell’opera, ambientata nei paesi Baschi tra animali impagliati nel ristorante di famiglia e matrimoni con sorpresa, è propedeutica alla seconda. Questa è tutta in un non luogo per definizione: l’aeroporto, dove il nostro eroe arriva di punto in bianco per poter incontrare finalmente la bella pittrice. Nell’inutile attesa della donna, Stéphane, dopo un primo momento di smarrimento, ci resta diversi giorni. Tra brindisi di Soju, una specie di birra locale fortissima, con personaggi vari e qualche disavventura divertente, si racconta sui social con l’ashtag “#iosonoqui”, diventando in rete “the french lover” con un seguito da paura di followers su Instagram.

#IoSonoQui: Una commedia leggera su un uomo alla ricerca dei suoi ciliegi in fiore

Nel film di Lartigau c’è un po’ di “The Terminal”, ma anche di “Lost in Translation”. Stéphane si ritrova a vivere per qualche giorno tra gate e lounge di compagnie aeree, aiutato in modo inaspettato da sconosciuti con cui comunica a gesti. E qui arriva la terza parte del film: l’incontro con Soo a Seul e la scoperta della cultura locale.

La donna mai giunta in aeroporto, trovata quasi per caso dal suo amico virtuale, diventa reale ma eterea come i ciliegi in fiore ovunque in città. É lei, a spiegare all’uomo il concetto di “Nunchi”, un’espressione che si potrebbe tradurre liberamente empatia e/o intelligenza emotiva tipica del suo paese.

“#IoSonoQui” è all’insegna di questa idea orientale che si fonde perfettamente con la commedia romantica francese, un mix perfetto. Nel finale, quando i due figli di Stéphane vanno a prendere il padre preoccupati per lui, trovano un uomo nuovo che nel perdersi si è ritrovato

. Tra gli interpreti spicca uno straordinario Alain Chabat, una celebrità nel suo paese per esser stato Giulio Cesare in “Asterix et Obelix: Missione Cleopatra”. Perfetta nel suo ruolo la apparentemente fragile Bae Doona (Soo) che riesce in poche pose a entrare in empatia con lo spettatore. Buona la scrittura e la fotografia, capace di enfatizzare lo straordinario aeroporto di Seul-Incheon un universo parallelo, che diventa luogo metaforico per una storia che parla di tutti noi.

Ivana Faranda

Trama

  • Titolo originale: #jesuislà
  • Regia: Eric Lartigau
  • Cast: Alain Chabat, Doona Bae, Ilian Bergala, Blanche Gardin, Delphine Gleize. «continua Vincent Nemeth, Camille Rutherford, Jules Sagot, Lazare Lartigau, Nathalie Lacroix, Lisa Maumy, Nicolas Santos
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 97 minuti
  • Produzione: Francia, 2020
  • Distribuzione: Officine Ubu
  • Data di uscita: 14 ottobre 2021

#iosonoqui poster“#IoSonoQui” è una commedia diretta da Eric Lartigau, regista del film campione d’incassi in tutto il mondo “La famiglia Bélier”.

#IoSonoQui: la trama

Stéphane (Eric Lartigau) è un uomo tutto sommato sereno. Ha un ristorante ereditato dal padre, due figli e un’ex moglie con cui ha buoni rapporti. L’uomo intrattiene una relazione virtuale con Soo (Doona Bae), una donna sudcoreana conosciuta si Instagram. Sull’onda di un impeto, decide di andarla a trovare senza alcun preavviso. Lei non arriverà mai in aeroporto a prenderlo. Lo chef, diventato famoso sui social come “The French Lover” passa diversi giorni in sua attesa. Alla fine, la troverà a Seul, e per lui si apriranno nuove prospettive di vita. La donna, infatti, lo introdurrà nella cultura del suo paese nella stagione dei ciliegi in fiore.

Il regista e il cast

Eric Lartigau è un regista e attore francese nato nel 1964. Arrivato al cinema per caso, dopo alcuni film come attore, ha diretto “Pistole nude” del 2003. Nel 2006 ha iniziato una proficua collaborazione con Alain Chabat, protagonista con Charlotte Gainsbourg di “Prestami la tua mano”.

É molto intrigante il suo terzo lavoro “Scatti rubati” del 2010, con Catherine Deneuve e la compagna Marina Fois. Nel 2012, ha girato un episodio del film collettivo “Gli infedeli”, accanto al meglio del cinema francese. Il grande successo è arrivato nel 2015 con il delizioso “La famiglia Bélier” storia di una famiglia sordo-muta con alcuni attori che lo sono veramente.

Trailer

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