Il Viaggio di Arlo – Recensione

  • Titolo originale: The Good Dinosaur
  • Regia: Peter Sohn
  • Cast: Raymond Ochoa, Jack Bright, Frances McDormand, Jeffrey Wright, Marcus Scribner, Steve Zahn, A.J. Buckley, Anna Paquin, Sam Elliott, Alan Tudyk
  • Genere: Animazione
  • Durata: 100 minuti
  • Produzione: USA 2015
  • Distribuzione: Walt Disney
  • Data di uscita: 25 novembre 2015

“Il Viaggio di Arlo”, una storia di amicizia e coraggio, un percorso di maturazione raccontato attraverso il fantastico mondo dei dinosauri

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La Disney Pixar porta sul grande schermo una storia d’amicizia semplice, un racconto sul coraggio e la paura molto divertente con diversi spunti di riflessione, indirizzato principalmente ai più piccoli, esteticamente ben realizzato e godibile per gli spettatori di tutte le età.

Il regista Peter Sohn, incentra il succo della storia del suo film sull’ipotesi fantastica della sopravvivenza dei dinosauri, e della pacifica convivenza tra loro e gli esseri umani. Si fa piacevolmente fatica a capire di trovarsi davanti a un film d’animazione, del resto sembrano passati secoli dal 1995, anno in cui fu girato “Toy Story”, il primo lavoro d’animazione realizzato completamente in computer grafica dalla Disney Pixar. In quest’ultimo lungometraggio della casa di produzione cinematografica, Arlo, un piccolo cucciolo di Apatosaurus, ha paura di tutto, differentemente da suo padre, sua madre e i fratelli, tutti forti come rocce. Successivamente all’incontro con un cucciolo di umano coraggioso più che mai, avvenuto dopo la morte del padre, le cose inizieranno a cambiare: sarà l’inizio di una grande amicizia alla scoperta dell’avventura, in un viaggio che lo porterà a ritrovare la sicurezza in se stesso.

I valori della vita spiegati ai più piccoli, questo il fine nobile del cartone targato Disney Pixar “Il Viaggio di Arlo”

Alla base del film c’è il ribaltamento del rapporto uomo/animale, sviluppato partendo dalla stravagante ipotesi che i dinosauri non si siano mai estinti; si sono molto evoluti, fanno gli agricoltori e gli allevatori di bestiame, in contrapposizione agli esseri umani, rappresentati da Spot, il bambino amico di Arlo, che si comporta come un cane selvatico.

Per 100 minuti i due buffi personaggi, entrambi piccoli e soli, dovranno affrontare tutti i pericoli del grande mondo che li circonda, incontrando, sulla loro strada, molti nemici ma anche tanti amici. Nel corso della storia appaiono sparsi tra buoni e cattivi i Velociraptor ladri di bisonti, allevati da una famiglia di Tyrannosaurus rex, tutti personaggi che si muovono tra le montagne e le praterie del nord/ovest degli stati Uniti, portando così lo spettatore in magiche atmosfere tipiche del film western.

“Il Viaggio di Arlo”: forte l’impatto visivo dei paesaggi, realizzati con straordinarie volumetriche in 3D

Gran parte della forza del film proviene proprio dall’impianto visivo: la Pixar è partita dalle immagini satellitari del Wyoming e su questa base ha costruito paesaggi assolutamente realistici, dai colori caldi. Le nuvole sono state fatte volumetriche in 3D, preferendo questa tecnica a quella più tradizionale del “matte painting”. Stupefacente anche l’effetto dell’acqua del fiume, si fa quasi fatica a distinguerla da quella vera. Un disegno paesaggistico sviluppato in maniera impeccabile, contrariamente a quanto avvenuto per i personaggi, al confronto rozzi e mal disegnati, forse volutamente.

Al di là dei dettagli tecnici si può dire che il nuovo film della Pixar è senz’altro pensato e scritto per i più piccoli; siamo lontani dalle profondità e dal livello di “Inside Out”, ma “Il Viaggio di Arlo” nasce con l’intenzione di essere tutt’altra cosa: un buon prodotto d’intrattenimento per famiglie con il chiaro messaggio che bisogna superare le paure per poter vedere la bellezza che ci circonda.

Ivana Faranda

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