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Il Signore degli Anelli – Le due torri – Recensione

La Compagnia dell’Anello continua le propri avventure nella Terra di Mezzo, anche se divisa stavolta tra peripezie e i primi spettacolari scontri armati

(The Lord of the Rings: The Two Towers) Regia: Peter Jackson – Cast: Elijah Wood, Viggo Mortensen, Sean Astin, Ian McKellen, Liv Tyler, Cate Blanchett, Orlando Bloom, Karl Urban, Christopher Lee, David Wenham, Brad Dourif, Miranda Otto, Ian Holm, Billy Boyd, Sean Bean, John Rhys-Davies, Bernard Hill, Hugo Weaving, John Bach, Andy Serkis, Dominic Monaghan, Jed Brophy, Bruce Allpress, John Noble, Craig Parker, Sala Bake, Bruce Hopkins, Sala Baker, Sam Comery, Calum Gittins, Paris Howe Strewe – Genere: Fantastico, colore, 120 minuti – Produzione: USA, Nuova Zelanda, Germania, 2002 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita: 16 gennaio 2003.

le-due-torri-signore-degli-anelliCome dice Gollum all’inizio della pellicola: “L’Oscuro raduna tutti gli eserciti. Tra non molto, lui sarà pronto. Pronto a fare la sua guerra, l’ultima guerra, che ridurrà tutto il mondo nell’ombra”. Ecco in breve quello che accadrà ne “Il signore degli Anelli – Le due torri”. Infatti, se nel primo capitolo la preoccupazione di Peter Jackson è quella di chiarire ai non lettori di Tolkien qual è l’universo nel quale si stanno addentrato, in “Il signore degli Anelli – Le due torri” le spiegazioni lasciano spazio all’azione vera e propria, con la prima strepitosa battaglia nella Terza Era della Terra di Mezzo: quella al fosso di Helm.

Anche in questo adattamento del capolavoro tolkiano sono sempre presenti, come in tutta la trilogia del resto, i temi tanto cari al linguista di Bloemfontein. Sicuramente per quanto riguarda questo secondo lavoro, l’accento è posto sull’inizio della lotta tra il Bene e il Male, in un mondo che sta precipitando nelle fauci dell’industrializzazione, sotto la guida dell’avidità umana. I toni sono decisamente pessimistici e dark, rispetto alla prima opera; del resto come si può essere ottimisti in un mondo infettato dal germe della distruzione?

Se Tolkien abbia poi una visione di destra o di sinistra agli amanti del cinema fortunatamente non deve interessare anche perché Jackson e la sua meravigliosa squadra compiono l’impresa di rendere ancora una volta e di più immortali le vicende della Terra di Mezzo, edulcorando da tutte le inutili speculazioni politiche. Un elemento fondamentale di questa “seconda puntata” è il montaggio, perché, rispetto a “La compagnia dell’anello”, si seguono più storie (Frodo e Sam diretti a Mordor; Merry e Pipino catturati dagli Orchi; Legolas, Gimli e Aragorn sulle tracce dei due piccoli Hobbit; Saruman e Re Theoden; ecc…), che avvengono in luoghi e situazioni diverse.

Nonostante questa frammentazione (sicuramente già prevista a livello di sceneggiatura) la narrazione risulta sempre lineare e piacevole, e non stanca mai chi sta ammirando i meravigliosi paesaggi neozelandesi di Arda. La pellicola ha incassato 926.300.000 di dollari in tutto il mondo, di cui 20.546.529 di euro in Italia. Godetevi dunque anche questa avventura, magari gustando un po’ del vecchio Tobia, la miglior erba pipa del Decumano Sud.

Davide Monastra

Il Signore degli Anelli – Le due torri – Recensione

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