Il sale della terra – Recensione

Un grande regista racconta un grande fotografo, forse il più grande

(The Salt of the Earth) Regia: Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado – Genere: Documentario, colore, 100 minuti – Produzione: Brasile, Italia, Francia, 2014 – Distribuzione: Officine Ubu – Data di uscita: 23 ottobre 2014.

saledellaterraTutti conosciamo le meravigliose fotografie di Sebastiao Salgado. Basta uno sguardo rapido a uno qualsiasi dei suoi lavori per capire che si tratta di lui, di questo profeta di una fenomenologia sempre umile e riconoscente verso il suo oggetto, di questa visione tanto larga quanto serve a cogliere i più grandi fenomeni del nostro mondo e tanto profonda quanto serve a metterne in luce gli aspetti più estremi ed eccezionali.

Wim Wenders, suo sincero estimatore, vuole guardare Salgado dritto negli occhi, al di là dell’obbiettivo, per scoprire la coscienza che riposa al di sotto di tutti quegli scatti meravigliosi e potenti. Si può dire, a ragione, che ci riesce benissimo, dando vita a uno dei più bei film documentario di sempre: si scoprono il valore e il coraggio di un uomo pronto a scommettere su se stesso, sulla sua voglia di raccontare il mondo al mondo, senza mai temere le situazioni estreme e, anzi, ricercandole. Visivamente, poi, è un trionfo: Wenders ripercorre abilmente tutto il percorso delle produzioni di Salgado, da una raccolta all’altra, riproponendone gli elementi più significativi integrati dal commento dell’autore che ne racconta la storia e ne spiega il sentimento.

A partire dai suoi primissimi scatti, fatti quasi per caso a Lelia, la moglie, fino a Genesi – la sua ultima grande raccolta che ha quasi il valore di un autoritratto là dove il focus, dopo centinaia di viaggi a raccontare l’umanità e i suoi mali, ritorna sulla natura come unica cosa bella che ha l’uomo nella misura in cui ne è partecipe -, si accede a un punto di vista che merita d’essere condiviso, si guarda a una vita che merita d’essere raccontata.

Wenders non manca di porre l’accento sul messaggio più prezioso che può venire dalla vita di una persona che dopo aver visto del mondo quasi tutto, essendosi tristemente reso conto di non poter salvare l’uomo da se stesso, ha dato vita a un progetto per salvare il pianeta dall’uomo.

Claudio Di Paola

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