Il respiro del diavolo – Recensione

Il respiro del diavolo – Recensione

Un thriller che sconfina nell’horror, senza troppi colpi di scena e qualche soluzione un po’ banale

(Whisper) Regia: Stewart Hendler – Cast: Josh Holloway, Sarah Wayne Callies, Blake Woodruff, Joel Edgerton, Dulé Hill, John Kapelos, Shannon Hand, Tara Wilson, Teryl Rothery, Tara Wilson, Erika-Shaye Gair – Genere: Drammatico, colore, 95 minuti – Produzione: USA, 2007 – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 23 gennaio 2009.

respirodeldiavoloL’ex galeotto Max Truemont (Josh Holloway) viene assoldato per rapire David Sandborn (Blake Woodruff), un bambino di otto anni figlio di una delle donne più ricche dello stato. Della banda fanno parte anche la sua ragazza Roxanne (sarah Wayne Callies), Sydney (Michael Rooker) e Vince (Joel Edgerton), come lui al soldo dello stesso misterioso committente. Presto però il rapimento diviene qualcosa di molto particolare quando il piccolo, che è una vera peste, inizia a dimostrare di possedere l’inquietante capacità di entrare nella mente delle persone per aizzarle l’una contro l’altra.

Il film non si perde in voli pindarici e arriva subito al sodo, definendo immediatamente che il bimbo rapito è molto peggio dei suoi rapitori, tanto che Sidney decide di chiamare il pronto intervento. Gli elementi tipici del thriller si mischiano a quelli dell’horror, senza però creare eccessiva tensione, perché già dalle prime scene scopriamo i poteri paranormali di David e, di conseguenza, l’attenzione si sposta solo su chi sarà il cadavere successivo.

Gli sceneggiatori hanno messo a lato anche due sottotrame, con piccoli indovinelli e momenti intimistici sulla vita di un giovane detective di colore (Dule Hill), che tuttavia non sono sufficienti ad evitare la scontatezza.

Interessante il fatto che non c’è nessun buono: i rapitori sono realmente malvagi e puntano solo al riscatto e il piccolo David è l’antitesi dell’angelo, anzi, potrebbe essere il diavolo mascherato da bambino. In definitiva, l’unica parte seriamente interessante consiste nel chiedersi di continuo se quel che si vede è realtà o finzione indotta da David. Il finale sembra chiuso ad una possibilità di sequel.

Claudia Resta

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