Il Fondamentalista Riluttante – Recensione

Mira Nair riflette sul fondamentalismo religioso e su quello economico, con un thriller dal buon ritmo, dove convivono introspezione dei personaggi e analisi socio-culturale

(The Reluctant Fundamentalist) Regia: Mira Nair – Cast: Kate Hudson, Liev Schreiber, Martin Donovan, Kiefer Sutherland, Riz Ahmed, Nelsan Ellis, Om Puri, Shabana Azmi, Victor Slezak, Mark Oliver, Haluk Bilginer, Clayton Landey, Adil Hussain, Christopher Nicholas Smith – Genere: Thriller, colore, 130 minuti – Produzione: USA, 2012 – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 13 giugno 2013.

il-fondamentalista-riluttanteUno studente arabo a New York, la sua ascesa professionale nell’alta finanza, l’11 settembre, il mondo che cambia, la difficoltà per i ‘non americani’ a dover vivere in un paese in stato d’assedio che oramai vede il nemico in ogni straniero: tutto questo e molto di più nell’opera della Nair, che mette a nudo un disagio globale, attraverso l’esperienza di singoli, riuscendo a mostrare le vicende senza esprimere giudizi etici o morali, compito che lascia allo spettatore, che non può uscire dalla sala senza portarsi il racconto a casa, e sentire l’esigenza di riflettere su quella che è la nostra storia recente.

Una storia d’amore per le proprie tradizioni, per la propria cultura, e di un fondamentalismo spesso più subdolo di quello religioso, che è quello economico, le cui regole lasciano poco spazio alla correttezza e alla giustizia, e investono in modo trasversale paesi, culture e religioni, spazzando via tutto ciò che non è economicamente remunerativo.

È tutt’attorno un altro mondo, che si nutre di poesia, di arte, del bello che risplende nelle piccole cose, in quelle tradizioni e in quelle abitudini, consolidate da secoli, che rendono ogni posto unico, e per questo interessante, ricco.

Il protagonista della storia, Changez Khan, egregiamente interpretato da Riz Ahmed, mentre il mondo attorno a lui cambia, mette in discussione quei valori che hanno guidato la sua formazione, costringendolo ad un’analisi più attenta di quelle che sono le sue scelte di vita: la laurea a Princeton, il lavoro a Wall Street, allontanarsi dal Pakistan e dalla sua famiglia per raggiungere il successo professionale.

In tutto questo s’innesta l’affetto per Erika (Kate Hudson), avvolta da un personale travaglio emotivo, il rapporto col suo mentore (Kiefer Sutherland) e quello con la famiglia.

Un bravissimo Liev Schreiber interpreta il giornalista al quale Changez racconta la sua vita, mentre gli eventi sovrastano i due, aggiungendo tasselli ad una storia complicata che la regista dipana con sapienza.

Daniele Battistoni

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