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Il collezionista di ossa – Recensione

Buona pellicola commerciale che sfrutta gli stereotipi tanto cari ai thriller d’annata

(The Bone Collector) Regia: Phillip Noyce – Cast: Denzel Washington, Michael Rooker, Angelina Jolie, Queen Latifah, Luis Guzmán – Genere: Thriller, colore, 118 minuti – Produzione: USA, 1999 – Distribuzione: Columbia Tristar – Data di uscita: 29 agosto 1999.

il-collezionista-di-ossaIn una New York cupa e decadente un serial killer semina il terrore con inquietanti quanto fantasiosi omicidi, mettendo in crisi la polizia. Il detective Lincoln Rhyme, un tempo uno dei migliori criminologi del paese, ora inchiodato in un letto per un incidente dopo l’ennesima missione; trascorre le sue giornate meditando il suicidio, rifiutandosi di aiutare i colleghi a risolvere il caso.

Solo dopo aver visto le foto scattate sulla scena del delitto dalla giovane agente Amelia Donaghy, e dopo aver notato un particolare sul quale si concentra la sua curiosità, decide di portare a termine le indagini prima che l’assassino arrivi alla prossima vittima.

Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Jeffery Deaver, non aggiunge nulla di nuovo al grande filone del thriller: a partire dall’idea della catena di delitti collegati tra loro con indizi lasciati dall’assassino, che calca lo stile di “Seven” e de “Il Silenzio degli Innocenti”; fino ad arrivare al protagonista immobile in un letto che, ridotto al solo uso dell’intelletto e aiutato da un forte istinto deve fermare l’assassino, di chiaro stampo Hitchcockiano.

Non basta questo però a sviluppare una trama che risulta prevedibile e scontata, soprattutto nel finale. Anche se Phillip Noyce (già regista di film ad alto contenuto adrenalinico come “Il Santo” e “Ore 10 calma piatta”) riesce a mantenere viva l’attenzione con momenti di suspense dati dalla morbosa ricostruzione delle scene del crimine. Manca quasi completamente un’analisi psicologica dell’assassino e dei personaggi principali facendoli risultare piatti e scontati nell’insieme, nonostante siano interpretati da ottimi attori.

Denzel Washington è un Lincoln Rhyme carismatico ed ironico anche se paralizzato in un letto; Angelina Jolie è bravissima nel ruolo della tosta poliziotta con il fiuto per le prove, e perfino la piccola parte recitata dall’infermiera Queen Latifah riesce a strapparci qualche sorriso, allentando di poco la tensione generale.

Tuttavia questo non è abbastanza per rendere “Il Collezionista di ossa” una film originale e avvincente; al massimo solo un buon prodotto commerciale. L’unico elemento di un certo interesse è il rapporto che si instaura tra Lincoln e Amelia: mente e braccio appartenenti a due persone diverse, che devono fondersi, pensare ed agire come una sola. Un film indicato per chi vuole guardare un giallo senza pretese ambientato in una New York fuori dagli schemi, ma lascerà particolarmente delusi i fan del romanzo, da cui la pellicola si discosta non poco.

Federica Palma

Il collezionista di ossa – Recensione

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