Il Codice Da Vinci – Recensione

Tratto dal bestseller di Dan Brown, un thriller teologico dal finale ben congegnato

(The Da Vinci Code) Regia: Ron Howard – Cast: Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno, Alfred Molina, Paul Bettany, Jürgen Prochnow, Ian McKellen, Francesco Carnelutti – Genere: Drammatico, colore, 148 minuti – Produzione: USA, 2006 – Data di uscita: 19 maggio 2006.

codice-da-vinci“Il Codice da Vinci”, girato tra Parigi e Londra e costato 125 milioni di dollari, ha visto rinascere lo stesso team di lavoro di “A beautiful Mind”, con il produttore Brian Grazer e lo sceneggiatore Akiva Goldsman.

Tratto da uno dei best sellers più conosciuti e controversi degli ultimi tempi, scritto da Dan Brown, che per la versione cinematografia si è occupato del soggetto e ha partecipato in veste di produttore esecutivo, il film ha suscitato non poche polemiche.

A partire da un romanzo ricco di eventi, Ron Howard ha realizzato un thriller teologico che ha ben sfruttato, sul piano commerciale, i probabili malintesi di tutti coloro che hanno ignorato la sottintesa costruzione fantasiosa, priva di qualsiasi pretesa di veridicità.

Il risultato finale sembra riuscito (soprattutto da un punto di vista commerciale) per la capacità di saper rimodellare una storia carica di elementi, sapendone cogliere il necessario ai fini di un efficace effetto spettacolare. Certa critica parla di eresia del plot anche se questa accusa non dovrebbe essere rivolta al film, ma all’opera letteraria.

Il rumore intorno a supposte verità, da nessuno mai promesse, non può dunque alterare l’occhio dello spettatore maturo che, ne “Il codice da Vinci”, riesce a vedere solo piacevole intrattenimento e non la risposta a interrogativi inerenti all’ambito religioso.

Laura Calvo

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