I segreti di Brokeback Mountain – Recensione

Ang Lee affronta con delicatezza e naturalezza il tema delle relazioni omosessuali, dirigendo due bravissimi Heath Ledger e Jake Gyllenhaal

(Brokeback Mountain) Regia: Ang Lee – Cast: Heath Ledger, Jake Gyllenhaal, Michelle Williams, Anne Hathaway, Randy Quaid – Genere: Drammatico, colore, 134 minuti – Produzione: USA, 2005 – Distribuzione: Bim – Data di uscita: 20 gennaio 2006.

isegretidibrokebackmountainVincitore di moltissimi riconoscimenti tra cui tre Oscar, quattro Golden Globe e il Leone d’Oro alla 62ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Tratto dal romanzo del premio Pulitzer Annie Proulx e ambientato nella splendida natura del Wyoming durante gli anni Settanta, “Brokeback Mountain”, di Ang Lee vede al centro della propria storia due cowboy: Jack Twist (Jake Gyllenhaal) e Ennis Del Mar (Heath Ledger), uniti prima dal lavoro e dalla solitudine, poi da un sentimento d’amore che supera le distanze e il tempo.

I due infatti si incontrano nell’ufficio del rancher locale perché bisognosi di un ingaggio che non tarda ad arrivare. Entrambi sono cresciuti in un mondo che pur cambiando velocemente, non si evolve affatto ed entrambi sembrano avere le idee molto chiare sul loro futuro: un lavoro, il matrimonio e una famiglia sono tra i loro obiettivi, anche se nel profondo dell’anima è nascosto qualcosa che ancora non riescono a vedere. Ed è proprio negli spazi immensi delle montagne di Brokeback, in cui vengono inviati come guardiani di un gregge, che la loro amicizia, inizialmente cameratesca, si fa sempre più intima e passionale, non solo a livello fisico, ma anche sentimentale.

Non basterà infatti né la lontananza, né il trascorrere degli anni a dissolvere un legame che, come la forza della natura, supera qualsiasi imposizione sociale, nonostante debba sopravvivere nell’ambito circoscritto della clandestinità. E non si può parlare di mito infranto del cinema western per “Brokeback Montain”, nonostante la sessualità dei protagonisti esca fuori dai canoni, molto spesso imposti anche dalla censura.

Ang Lee nella sua straordinaria regia non si sottrae ai topoi cinematografici del genere: non mancano le lunghe cavalcate, i cieli sconfinati e un paesaggio splendidamente impreziosito dalla fotografia di Rodrigo Pietro. Ciò che forse più di tutto spiazza è proprio la presenza di un tipo di relazione a cui lo spettatore non sembrerebbe pronto, ma che in realtà alla fine risulta naturale per come viene trattata. Ma si sa Ang Lee ama giocare all’interno di un genere (il west), non temendone i tabù (il superamento del machismo implicito nello stile di vita cowboy). In ogni caso, al di là di ogni classificazione “Brokeback Mountain” ha messo d’accordo pubblico e critica per il suo modo di regalarci una storia d’amore, attraverso semplici inquadrature e una messa in scena essenziale.

All’altezza del delicato compito di rendere tutte le sfumature dei loro personaggi, dai molti piani emozionali, Heath Ledger e Jack Gyllenhaal ci restituiscono due esseri umani in tutta la loro intensa e passionale fragilità.

Laura Calvo

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