Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte II – Recensione

 

“Hunger Games – Il canto della rivolta – Parte II”, l’avventura per l’eroina Katniss Everdeen si fa più complessa

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Avvincente, sorprendente, intenso sono gli aggettivi che più si addicono a “Hunger Games – Il canto della rivolta – Parte II”, capitolo finale dell’apprezzata saga fantasy ispirata ai romanzi di Suzanne Collins.

Fantascienza e avventura sono i grandi protagonisti dell’opera di Francis Lawrence, trasposizione cinematografica della seconda parte del terzo romanzo ”Il canto della rivolta”, firmato da Suzanne Collins e ambientato in un futuro distopico post apocalittico, che il regista ha reso magistralmente attraverso il “racconto a immagini”.
In questa seconda parte dell’ultimo capitolo della saga, l’eroina Katniss, in missione insieme alla squadra del Distretto 13 con l’obiettivo di attentare alla vita del Presidente Snow e liberale Panem, è messa alla dura prova; questa volta la sfida si svolge in un’arena ancora più pericolosa e difficile d’affrontare rispetto alle altre dove ha già combattuto, in quanto si trova ad affrontare trappole mortali, dolorose perdite affettive, scelte morali importanti.

Dal punto di vista tematico, seppur immersa in una dimensione fantascientifica, l’opera cinematografica trasmette un contenuto valoriale calzante considerando lo scenario contemporaneo e gli avvenimenti di una cronaca recente che, purtroppo, non differenziano di molto la realtà dal racconto di Francis Lawrence.

Il lavoro di Francis Lawrence offre interessanti spunti di riflessione, avvicinando l’opera a una modernità e valori contemporanei

Gli spunti di riflessione si pongono su più piani, moltiplicando le possibili letture dell’opera cinematografica: si passa dal mero brivido adrenalinico dell’avventura al senso della vita, dall’insaziabile sete di prevaricazione alla seducente quanto pericolosa brama di potere, dallo sconvolgente e pesante sacrificio di vite umane al desiderio di giustizia e all’auspicio di un futuro che dia senso ai milioni di morti.

Inoltre non si può non porre l’attenzione sulle caratteristiche dei due presidenti: Snow e Coin, che pur capeggiando fazioni opposte condividono un simile modus operandi, in cui è possibile cogliere un rimando ai “capi” della Guerra Fredda.
Al di là del fascino e della forza coinvolgente dell’azione e dell’avventura, interessanti sono i sopra citati elementi di riflessione che si condensano nella lieta scena finale.
In ultimo degne di nota sono le caratteristiche tecniche dell’opera: qualità del 3D, lavoro di post produzione, musica e qualità delle immagini.

Marianna Cifarelli

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