Ho cercato il tuo nome – Recensione

Ho cercato il tuo nome – Recensione

Zac Efron, con Taylor Schilling e Blythe Danner interpretano il dramma romantico “Ho cercato il tuo nome”, diretto dallo scrittore/regista candidato agli Oscar, Scott Hicks (“Shine”), tratto dal bestseller di Nicholas Sparks “The Lucky One”

(The Lucky One) Regia: Scott Hicks – Cast: Zac Efron, Lily Rabe, Taylor Schilling, Blythe Danner, Jay R. Ferguson, Riley Thomas Stewart, Courtney J. Clark, Joe Chrest, Jillian Batherson, Adam LeFevre, Cameron Banfield, Robert Hayes, Sharon Morris – Genere: Drammatico, colore, 101 minuti – Produzione: USA 2012 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 25 aprile 2012.

hocercatoiltuonomeIl sergente dei Marines Logan Thibault (Zac Efron) torna a casa dopo tre missioni in Iraq, con l’unica cosa che è convinto gli abbia portato fortuna: la foto di una donna che non ha mai incontrato. Quando scopre che si chiama Beth (Schilling) e dove vive, si presenta a casa sua e finisce con il lavorare per l’allevamento di cani gestito dalla sua famiglia. Malgrado l’iniziale diffidenza di lei e la sua vita complicata, tra loro nasce l’amore e Logan inizia a sperare che Beth possa essere molto di più del suo portafortuna.

Esiste davvero qualcosa che si chiama destino? E il fato accompagna segretamente i nostri movimenti, oppure ciò che ci succede è fortuito? Questo problema, vecchio come il mondo, è il tema del film, un ‘polpettone’ romantico, difficile da digerire come tutti i polpettoni, ma che ha dentro alcuni ‘ingredienti’ che lo rendono un po’ più appetibile, primo fra tutti il ‘ragazzino’ Zac Efron, ben calato nella parte del sergente Logan, e quindi ‘sdoganato’ agli occhi di chi non sappia nemmeno cosa siano i vari “High School Musical” da lui interpretati in gioventù.

Altri ‘ingredienti’ che danno un po’ di sostanza sono la cornice paesaggistica, un po’ di ‘sale’ dato dalle scene di ‘sesso’ post doccia all’aperto – ebbene sì…anche quello da sorbire – e infine il bambino che interpreta il figlio di Beth, da spot della ‘Mulino bianco’.

Certo, dallo stesso autore di “Shine” è chiaro che ci si aspetti qualcosa di molto diverso, ma pazienza… Buona digestione!

Salvatore Cusimano

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