Hitchcock/Truffaut

HitchcockTruffaut"Hitchcock/Truffaut" è un documentario del regista Kent Jones che si basa sul liro scritto dal cineasta e teorico del cinema François Truffaut "Il cinema secondo Hitchcock e il suo impatto sul mondo del cinema".
L'intervista che è al centro del documentario durò più di otto giorni e si svolse nel 1962 agli studios dell'Universal; all'interno del volume, diventato un classico per gli amanti del cinema, si analizzano le varie riflessioni di Alfred Hitchcock sulla regia.

Protagonisti del documentario, distribuito dalla Nexo Digital, è un gruppo di celebri cineasti del mondo moderno: Martin Scorsese, David Fincher, Arnaud Desplechin, Kiyoshi Kurosawa, Wes Anderson, James Gray, Olivier Assayas, Richard Linklater, Peter Bogdanovich e Paul Schrader. "Hitchcock/Truffaut" proporrà dunque le analisi dei diversi registi su un artista come Hitchcock, che con il suo modo di fare cinema rivoluzionò l'approccio a quella che oggi viene considerata la settima arte.

Alfred Hitchcock, scomparso il 29 Aprile 1980, è stato un regista e produttore cinematografico britannico naturalizzato statunitense, ed è considerato una delle personalità più importanti della storia del cinema. Tra i tantissimi titoli del cineasta ricordiamo "L'uomo che sapeva troppo", "Notorious - L'amante perduta", "La finestra sul cortile", "La donna che visse due volte", "Intrigo internazionale", "Psyco" e "Gli uccelli".

Hitchcock/Truffaut: un atto d'amore per la settima arte

Hitchcock Truffaut

La pellicola di Kent Jones è un vero e proprio gesto d'amore verso il cinema e due dei registi che l'hanno reso grande.
Jones porta sullo schermo le immagini della celeberrima intervista che François Truffaut fece ad Alfred Hitchcock nell'estate del 1962, negli 'studios' dell'Universal: in un dialogo durato più di una settimana il regista francese mette a nudo non solo il regista ma anche l'uomo, creando col cineasta britannico un rapporto di stima reciproca che sarebbe durato fino alla morte del regista de "La finestra sul cortile".

Hitchcock/Truffaut: l'ammirazione della Nouvelle Vague per il maestro del brivido

Niente potrebbe sembrare più lontano di François Truffaut, uno dei padri della Nouvelle Vague, e Alfred Hitchcock, 'maestro' assoluto del thriller cinematografico di tutti i tempi, poco amato da certa critica del passato, che non gli perdonava il successo e la fama ottenuti, quasi a voler dire che se si è bravi non si può essere popolari.

Eppure Truffaut aveva una profonda ammirazione per il regista di "Psyco", una stima condivisa dai colleghi della Nouvelle Vague, che non si spiegavano la scarsa stima della critica d'oltreoceano verso il noto regista. Il critico di punta dei Cahiers du Cinéma aveva più volte espresso la stima per Hitchcock nella citata rivista, sublimando il tutto in quest'intervista volta quasi a riabilitare l'arte del 'maestro'.

Jones offre allo spettatore affamato di cinema la concretizzazione di un sogno: poter vedere i due registi seduti al tavolo per l'intervista, catturandone i gesti e le emozioni, dando vita a ciò che avidamente i lettori avevano solo potuto immaginare attraverso scatti fotografici passati oramai alla storia.

Hitchcock/Truffaut: quando documentare una realtà storica riesce a coinvolgere quanto e più di una pellicola di finzione

Qui non abbiamo un canovaccio da seguire, qui non ci sono attori, eppure il regista del Missouri riesce a tenere lo spettatore incollato alla poltrona, grazie al ritmo eccellente della pellicola, che fonde le immagini dello storico incontro a brani delle lettere che i due uomini si scambiarono negli anni, ad interviste ai maggiori cineasti viventi, tutti concordi nell'affermare che il genio britannico è un maestro assoluto del cinema di sempre, dal quale chiunque dopo di lui ha preso in mano una telecamera non può non aver attinto.

Se è vero che "Il cinema secondo Hitchcock" rimane uno dei capisaldi della formazione di chiunque voglia aver a che fare con la settima arte, è altrettanto vero che chi ama il cinema nella sua più profonda essenza non possa non emozionarsi nel vedere l'opera di Jones e del valido co-sceneggiatore Serge Toubiana, godendo di ogni singolo fotogramma di pellicola.

Maria Grazia Bosu

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