Heart Of The Sea – Le Origini di Moby Dick – Recensione

 

  • Titolo originale: In the Heart of the Sea
  • Regia: Ron Howard
  • Cast: Chris Hemsworth, Benjamin Walker, Cillian Murphy, Tom Holland, Ben Whishaw, Brendan Gleeson, Michelle Fairley, Paul Anderson, Charlotte Riley, Jordi Mollà, Joseph Mawle, Jamie Sives, Donald Sumpter, Frank Dillane, Sam Keeley
  • Genere: Azione
  • Durata: 121 minuti
  • Produzione: USA, 2015
  • Distribuzione: Warner Bros.
  • Data di uscita: 3 dicembre 2015

 

“Heart Of The Sea – Le Origini di Moby Dick”: la rivisitazione di una straziante storia di sopravvivenza che ispirò Herman Melville

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Nell’inverno del 1820, dal New England partì la baleniera Essex, che vide il suo viaggio interrompersi a causa dell’attacco da parte di una creatura incredibile: una balena dalle dimensioni e la forza mastodontiche, guidata da un senso di vendetta implacabile.

Il disastro marittimo, avvenuto realmente, avrebbe mosso Herman Melville a scrivere il suo capolavoro, “Moby Dick”, in cui raccontò solo una parte della storia: le conseguenze di quell’assalto, i superstiti dell’equipaggio della baleniera spinti oltre il proprio limite, a causa delle tempeste, della fame, del panico e della disperazione.

La storia di “Heart Of The Sea – Le Origini di Moby Dick” – adattamento cinematografico del romanzo del 2000 “Nel cuore dell’oceano – La vera storia della baleniera Essex”, scritto da Nathaniel Philbrick – viene presentata attraverso un flashback raccontato da Thomas Nickerson (Brendan Gleeson) che decide di svelare i suoi oscuri segreti a un insicuro scrittore di Melville (Ben Whishaw). Ma sono due i personaggi centrali del racconto: il capitano Pollard (Benjamin Walker) e il suo primo ufficiale Chase (Chris Hemsworth), entrambi alla ricerca di qualcosa che all’altro manca.

Quello di Hemsworth è di gran lunga il ruolo più importante e fortemente in evidenza. Lo script suggerisce che Chase è un uomo imperfetto ma è chiaramente l’eroe della storia, la figura solida e il centro del film. Nobile e carismatico vuole dimostrare il suo valore fino a raggiungere a volte l’eccesso. Il suo carattere entra in attrito con quello di Pollard che ha ricevuto il comando della nave per titolo e non per merito. I due hanno quindi attriti sin dall’inizio dovuti al voler esercitare entrambi la loro autorità con l’equipaggio.

La regia di Ron Howard è eccezionale, conduce infatti la sua squadra in un’opera che racconta un terribile dramma marittimo che si riempie di tanti aspetti dell’esperienza umana che mettono in discussione le convinzioni morali più radicate.

“The Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick”, un’avventura straordinaria che coinvolge anima e cuore

In “The Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick” sono mostrate scene di mare visivamente autentiche, la vita di bordo e le balene, creature mozzafiato che fanno alternare sentimenti e opinioni contrastanti dal rispetto al timore, dalla compassione alla comprensione. Il film non vuole glorificare la caccia alle balene ma al contrario mostrare quanto fosse brutale, si nota infatti una certa sensibilità registica nella ricerca delle balene, la telecamera si sofferma più volte sui loro corpi, come per denunciare la violenza e lo spreco di queste bestie così nobili. Howard cattura con precisione il fascino dell’oceano e della vela, con un’opera carica di messaggi visivi.

La vera storia della Essex, è già di per sè cinematografica, intensa e ricca di svolte e colpi di scena. Il film, nonostante l’ambientazione nel passato, tocca temi attuali, come le relazioni interpersonali, la sopravvivenza, l’umanità e la natura, che portano inevitabilmente a riflettere e a connettersi a una nostra dimensione più sensibile. Una trama coinvolgente che racchiude tre grandi prove: l’uomo contro l’uomo, l’uomo contro la natura, l’uomo contro se stesso. Ed è proprio quest’ultima sfida il centro di “The Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick” , che vuole mostrare la grandezza, la forza e la resistenza dello spirito umano.

Federica Fausto

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