Harry Potter e i Doni della Morte – Parte I – Recensione

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte I, penultimo capitolo dedicato al maghetto con gli occhiali

(Harry Potter and the Deathly Hallows: Part I) Regia: David Yates – Cast: Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Helena Bonham Carter, Ralph Fiennes, Bonnie Wright, Maggie Smith – Genere: Fantastico, colore, 146 minuti – Produzione: USA, Gran Bretagna, 2010 – Distribuzione: Warner Bros Italia – Data di uscita: 19 novembre 2010.

harry-potter-e-i-doni-della-morte-parte-IÈ sempre molto difficile recensire un fenomeno di costume che riscuote ogni anno opinioni contrastanti. I veri fan della saga restano puntualmente delusi da ciò che i registi trasportano sullo schermo e soprattutto dai tagli importanti che fanno alla trama (fatta eccezione per il terzo film, “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” di Alfonso Cuarón, quello più apprezzato finora).

Di certo per occuparsi di Harry Potter non basta solo una bacchetta magica, ma molto impegno e soprattutto un’enorme budget. Il settimo libro “Harry Potter e i doni della Morte” farà ancora una volta parlare di sé. Il fatto di essere stato diviso in due episodi per esigenze di trama (ma va?) non è andato molto a genio agli ammiratori del maghetto, vedendosi allungare ulteriormente il brodo; ma grazie a Dio è stato scelto di far uscire il secondo episodio a meno di un anno dal primo, e soprattutto di rimuovere il 3D.

Decisione assolutamente azzeccata, dal momento che tutti questi effetti speciali non fanno altro che distogliere l’attenzione dalla trama: qui di cose da dire ce ne sono parecchie, e non sempre sono cariche di action, come nei film degni degli occhialetti. Lo spettatore, per chi non avesse letto il libro, segue le vicende del magico trio in giro per l’Inghilterra, alla ricerca degli ultimi Horcrux da distruggere per sconfiggere il perfido Voldemort.

Per la prima volta in sette libri l’ambientazione non è quella familiare del castello Hogwarts; il regista David Yates ha avuto così modo di sbizzarrirsi e bisogna ammettere che non delude le aspettative: dagli interni del Ministero della Magia, tetri e soffocanti, fino ai boschi innevati e alle distese selvagge, ricrea scenari mozzafiato, che non ci fanno sentire la mancanza della Sala Grande e della aule polverose della scuola.

Gli attori come sempre sono convincenti: tre ragazzi che per la prima volta si trovano ad essere completamente soli in un mondo di adulti, smarriti e braccati dai Mangiamorte, si abbandonano al nervosismo e alla paura che dilaga in questo mondo perennemente in guerra. Le scene sono sempre più cupe, i colori freddi, e ci sono momenti di pura violenza in cui si ha voglia di distogliere lo sguardo dallo schermo, ma basta tirare fuori la Pozione Polisucco per far tornare la magia.

Il momento in assoluto migliore è il cortometraggio animato che racconta la storia dei “Doni della Morte”, ricreando quell’atmosfera degna dei vecchi cartoon d’autore, facendoci ricordare per un secondo che questa saga è in realtà rivolta ai bambini. Essendo un film di transizione, si può direche l’unico vero difetto è l’eccessiva lentezza nella parte centrale, quando i protagonisti sono alla ricerca di indizi per gli Horcrux. L’inizio e la fine sono pieni di battaglie e inseguimenti, ma gli spostamenti e le discussioni nel mezzo non verranno digeriti facilmente da uno spettatore non preparato dai libri. Questo non dipende dal regista, ma dalla trama, che nel secondo episodio riprende ad essere piena d’azione e magia. Dunque non ci resta che aspettare, e sperare fiduciosi in un finale degno di questa saga.

Federica Palma

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