Gigolò per caso – Recensione

“Gigolò per caso” il tenero e divertente american gigolò di Turturro, un non bello che sa ascoltare le donne

(Fading Gigolo) Regia: John Turturro – Cast: Woody Allen, John Turturro, Sharon Stone, Sofía Vergara – Genere: Commedia – Produzione: USA, 2013 – Distribuzione: Lucky Red – Data di uscita: 17 aprile 2014.

gigolo-per-casoIl fioraio Fioravante e il libraio Murray, due amici in condizioni economiche precarie, per sbarcare il lunario decidono di cimentarsi con il mestiere più antico del mondo. L’uno (John Turturro) nei panni di un gigolò, l’altro (Woody Allen) nel ruolo di manager. Con il nome d’arte Virgil, Fioravante si destreggia tra un triangolo amoroso con due avvenenti signore alla ricerca di emozioni forti (Sharon Stone e Sofia Vergara) e gli incontri ben più casti con Avigal (Vanessa Paradis), vedova di un rispettato Rabbino, rimasta sola con sei figli, i ricordi di una vita trascorsa nel mondo chiuso della comunità ebraica ortodossa di cui fa parte e un disperato bisogno di scoprire cose nuove. Mentre Fioravante viene messo in crisi dai sentimenti che quest’ultima suscita in lui, ignaro della gelosia di Dovi (Liev Schreiber), chassidico innamorato di lei fin da quando era ragazzo, Bongo (nome d’arte di Murray) scopre che non è poi così facile essere un protettore.

Turturro, già affermato attore e qui alla sua quinta regia, ha dimostrato di saper scrivere, dirigere ed interpretare una commedia leggera. Ha utilizzato al meglio il talento recitativo di Allen, in una delle sue rare partecipazioni ad un film nelle vesti di attore, che risulta particolarmente credibile nel ruolo per le chiare similitudini tra personaggio interpretato e persona. Anche l’ambientazione ebraica che fa da cornice è particolarmente azzeccata e giusta. E il film inizia proprio come tante commedie di Woody Allen, direttamente e senza preamboli. Si è subito calati nel mondo raccontato.

Da subito l’interazione tra Turturro e Allen si rivela vincente: i due sono una formidabile accoppiata comica. Il film si dirama divertendo lo spettatore per gran parte del suo svolgimento, fintanto che una complicazione nella trama (l’interesse reciproco ed inaspettato tra Avigal e Fioravante), lo conduce verso sentimenti ed emozioni più profonde. Molte scene hanno all’inizio il tono lieve della commedia ma poi nello scorrere mutano ed evolvono verso note più intime e commoventi.

Turturro lascia libero lo spettatore di immaginare cosa accadrà nelle vite e nei sentimenti dei suoi personaggi. Non li banalizza mai con facili finali atti all’immediato soddisfacimento e anche se quella raccontata ha i connotati di una storia inventata non travalica mai i confini del realismo, specialmente nel finale aperto.

Danila Belfiore

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