Euphoria: Trouble Don’t Last Always – Recensione

Euphoria: Trouble Don’t Last Always – Recensione

La serie tv di HBO “Euphoria” torna con due episodi speciali che fanno da ponte alla seconda stagione. Disponibile su Now Tv, la prima puntata dal titolo “Trouble Don’t Last Always” è ambientata durante la Vigilia di Natale e vede protagonisti Rue e il suo sponsor nel percorso di disintossicazione, Alì.

Una lunga confessione

Euphoria Zendaya

Seduti uno di fronte all’altro in una tavola calda, a separare i due personaggi ci sono anni ed esperienze diverse, legate però dagli stessi problemi di droga. La dipendenza viene definita una vera e propria malattia, che in quanto tale ha il rischio di ricadute. Nonostante la differenza di età i due si capiscono e riescono a instaurare un dialogo che si rivela utile a entrambi.

Nasce così un episodio intimo, quasi interamente girato in un’unica location, in cui la musica è meno presente del solito ma svolge comunque un ruolo importante. Grazie a una notevole abilità di scrittura e una messa in scena che nella sua curata semplicità fa emergere ancora di più l’intensità delle interpretazioni, la puntata è in grado di catturare lo spettatore in questa confessione che mette a nudo i personaggi.

Apparentemente non succede nulla, ma qualcosa si smuove dentro Rue. L’atmosfera tranquilla lascia spazio a parole dense di significato, riflessioni sulla vita che scavano nel suo animo. La diciassettenne all’inizio finge, affermando di aver trovato un equilibrio e di non essere più emotivamente dipendente da Jules. Il suo sponsor però conosce bene questi sintomi e sa che sta mentendo innanzitutto a sé stessa. E a poco a poco riesce a farla spogliare delle sue difese, spingendola a confessare i suoi sensi di colpa e i pensieri più bui.

La necessità di perdonarsi

Euphoria Colman Domingo

Durante questo dialogo si scopre di più anche su Alì (Colman Domingo), personaggio secondario della prima stagione. L’uomo ha alle spalle un passato difficile e un presente caratterizzato dal rapporto complicato con la propria famiglia a causa degli errori commessi. Così si ritrova a passare la Vigilia di Natale con un’adolescente, in fondo quasi sconosciuta, cercando di convincerla a prendere in mano la sua vita, mentre contemporaneamente lui cerca di aggiustare la sua e riconquistare l’affetto della figlia.

Lo speciale di “Euphoria” è una puntata costruita sulle spalle di questi due personaggi e sulla loro reciproca confessione. Una lunga conversazione attraverso la quale emergono le ferite e le fragilità più profonde della protagonista, che dopo la rottura con Jules torna a considerare la droga l’unico modo per sopportare una vita che crede di non avere le forze per affrontare. Ma soprattutto le serve a dimenticare chi è diventata, una ragazza a volte cattiva e violenta, qualcuno di cui si vergogna e che non riconosce, estranea a sé stessa.

La droga cambia le persone, le dice Alì. Una delle cose da fare è imparare a perdonarsi e andare avanti, smettendola di crogiolarsi nel senso di colpa pensando che sia ormai troppo tardi per cambiare. Proprio la consapevolezza dei propri errori è la strada verso una possibile una rivoluzione. Una diversa però da quelle apparenti di oggi che, afferma sempre il personaggio interpretato da Domingo, sono così tante e si rincorrono così velocemente che a volte si rivelano essere vuote di significato. “Una vera rivoluzione non ha alleati”, non è uno slogan alla moda, ma riguarda soprattutto il proprio spirito.

Un rifugio che diventa una prigione

Euphoria Rue

D’altra parte la giovane rifugge da qualsiasi frase motivazionale e il suo sponsor non ha intenzione di darle qualche verità preconfezionata con toni paternalistici. Lui non ha le risposte, sa soltanto che bisogna credere in qualcosa di più grande.

Dopo aver vinto l’Emmy per questo ruolo, Zendaya torna a vestire i panni di Rue, una ragazza dall’espressione spesso incupita e dai capelli arruffati, infagottata dentro le sue felpe larghe in cui cerca di nascondersi. Schiacciata dal peso del proprio dolore, fatica a tenere gli occhi aperti, stanca di vivere. Rue ammette di non avere davvero la volontà di disintossicarsi perché la droga le dà un’illusione di pace in un mondo che sembra senza speranza.

Durante questa intensa serata sia lei che Alì fanno i conti con i propri demoni, e viene rivelata la lezione più importante: bisogna imparare a farcela da soli. Per Rue la droga è stata un rifugio ogni volta che una persona che amava, come Jules o il padre, l’ha lasciata. Adesso deve bastare a sé stessa.

Il prossimo episodio speciale dal titolo “F*** Anyone Who’s Not A Sea Blob” uscirà la notte tra il 24 gennaio e il 25 gennaio e sarà dedicato proprio a Jules, in una puntata che è stata co-prodotta e scritta dall’attrice che la interpreta, Hunter Schafer, insieme al creatore della serie Sam Lavinson.

Maria Concetta Fontana

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