Ender’s Game – Recensione

I giovani cadetti contro l’imminente invasione aliena nati dalla penna di Orson Scott Card arrivano

Regia: Gavin Hood – Cast: Harrison Ford, Viola Davis, Asa Butterfield, Abigail Breslin, Hailee Steinfeld – Genere: Fantascienza, colore, 114 minuti – Produzione: USA, 2013 – Distribuzione: Eagle Pictures – Data di uscita: 30 ottobre 2013.

enders-game-locGli “Scorpioni”, esseri simili a enormi insetti, hanno già tentato l’invasione del nostro pianeta. Solo il coraggio del generale Mazar Rackham riuscì a sventare la minaccia proveniente dallo spazio più profondo. A cinquant’anni di distanza dall’ultimo attacco, gli alieni sono riusciti a rinserrare le fila e la Flotta Internazionale deve trovare al più presto l’erede dell’ormai mitico Rackham per salvare la Terra e bloccare nuovamente le mire espansionistiche degli extraterrestri. L’arduo compito è affidato al colonnello Hyrum Graff (Harrison Ford) che intravede nel dodicenne Ender Wiggins (Asa Butterfield),il futuro comandante dell’esercito terrestre.

Tratto dall’omonimo bestseller di Orson Scott Card, “Ender’s Game” ha tutte le carte in regola per oltrepassare il limite dell’intrattenimento puro e accedere alla zona in cui dimorano i film che riescono a graffiare la memoria dello spettatore. Lo scoglio principale da arginare è rappresentato dalla banale e abusata figura centrale della pellicola. Il protagonista, Ender, rientra nella nutrita categoria degli eroi ammazza alieni e salvatori dell’umanità.

Per evitare il pericolo “caduta nello scontato”, il romanzo di Card offre alla sceneggiatura delle vie di fuga molto interessanti. Ad esempio lo straordinario percorso evolutivo del giovane talento che, ancor prima di diventare uomo, è costretto a farsi soldato al fine di vestire i panni del comandate della Flotta Internazionale. Inoltre le numerose simulazioni dei combattimenti previste dall’addestramento di Ender, presenti per tutto il film, introducono e descrivono l’aspetto mutevole del gioco che porta il protagonista a ondeggiare tra realtà e finzione.

Purtroppo la narrazione non si poggia mai in modo adeguato sui punti di forza del plot, e quindi del romanzo, ancorando la pellicola su un fondale poco scandagliato e impedendole di fare un completo salto di qualità.

“Ender’s Game” rimane in ogni caso un buon film dalle potenzialità ancora inespresse e forse riscontrabili nel probabile sequel basato sul secondo capitolo della saga letteraria.

L’opera del regista Gavin Hood è fantascienza per ragazzi con la voglia di diventare adulti e per adulti desiderosi di non crescere del tutto.

Riccardo Muzi

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